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Salaparuta: si è svolto il convegno “Lo psichismo mafioso”

Salaparuta: si è svolto il convegno “Lo psichismo mafioso”
26 maggio
21:57 2016

Il 21e il 22 maggio scorso si è tenuto un significativo convegno presso il Comune di Salaparuta su: “Lo psichismo mafioso. La ricerca-intervento in provincia di Trapani e le ricadute psico-socio-territoriali all’interno di un contesto rurale”.

Le due giornate di studio sono state patrocinate dall’Università degli Studi di Palermo, dalle Cattedre di Psicoterapia e di Psicologia del fenomeno mafioso dell’Università degli Studi di Palermo, dai Comuni della Valle del Belice (Gibellina, Partanna, Poggioreale Santa Ninfa, Vita, Salemi e Castelvetrano) e dall’organizzazione antiracket Libero Futuro.

La prima giornata si è aperta con i saluti del Sindaco, Michele Saitta, il quale ha spiegato come l’iniziativa sia stata costruita tenacemente nel corso di quest’ultimo anno in collaborazione con il Prof. Girolamo Lo Verso, la dott.ssa Erica Castronovo ed il Dr. Nicola Pollina.

Motivo di plauso l’adesione di molte aziende locali nel sostenere la realizzazione dell’evento scientifico-culturale: “si è venuto a creare un processo che potrebbe essere definito una sorta di mini-Addiopizzo”, dice Lo Verso in apertura. Particolarmente commovente la testimonianza del Sindaco di Vita, Fina Galifi, che ha parlato delle difficoltà ad amministrare un paese oggetto di molti atti intimidatori.

Il Prof. Lo Verso, che da oltre vent’anni si occupa di psicologia del fenomeno mafioso, ha spiegato che la psiche mafiosa è una tremenda realtà “fondamentalista” dove non si considera l’altro una persona, ma il nulla, e dove gli stessi mafiosi non sono persone provviste di  soggettività ma l’io si sovrappone totalmente al noi di Cosa Nostra.

 Al convegno ha dato un importante contributo l’avvocato Nino Caleca, che ha spiegato come la mafia abbia imprigionato per anni lo sviluppo dell’agricoltura, lucrando sui Fondi Europei, ed utilizzando due specifiche modalità: l’abigeato e l’Italian Sounding.

Pietro Columba, Ordinario presso la Facoltà di Agraria, invece, ha approfondito il rapporto con lo sviluppo agricolo; Francesco Messina (amministratore Conad Sicilia) e Gregory Bongiorno (Presidente Confindustria Trapani) hanno testimoniato le difficoltà che l’imprenditore incontra in relazione alla presenza mortifera della mafia nel territorio della provincia di Trapani..

Importanti spunti di riflessione sono stati forniti dalle associazioni Libero Futuro – rappresentato dal Presidente Enrico Colajanni, che ha trattato il tema sui beni sequestrati alla mafia, e Nicola Clemenza il quale ha narrato la sua esperienza, segnata da un atto intimidatorio – e Libera (Presididio di S. Margherita di Belice) con Chiara Calasanzio che, da un osservatorio particolare, ha parlato dell’omicidio di due piccoli imprenditori di Lucca Sicula: il nonno e lo zio.

 La dott.ssa Cannizzaro (Dottore di Ricerca, Dip. Psicologia) ha esposto quelli che sono i costi psichici delle vittime dirette ed indirette della mafia ed il modo in cui il fenomeno mafioso si insinua nel territorio sino a distorcere quelli che sono i valori di una comunità.

La dott.ssa Zizzo (Dirigente psicologo NPI di Castelvetrano),  intrecciando frammenti di casi clinici di adolescenti e bambini provenienti da un ambiente di mafia, ha fornito delle riflessioni significative sui cambiamenti che attraversano Cosa Nostra, la famiglia, in primo luogo, ed il territorio di Castelvetrano: “Le storie che i figli di mafia portano sono contrassegnati da rimozione, “buchi di memoria, frutto di eventi sconvolgenti che i genitori relegano nella dimensione del segreto, dell’indicibile”, sfociando inevitabilmente in sofferenza psicopatologica: ansia, autolesionismo, rotture psicotiche.

Il dott. Grillo ha illustrato lo stato delle misure di prevenzione del Tribunale di Trapani (passano dal suo ufficio i fascicoli patrimoniali che riguardano i fedelissimi di Matteo Messina Denaro e al momento sono 22 i procedimenti in corso) ed il dott. Campione (Direttore Coldiretti Trapani) che ha denunciato “reazioni”, ma non azioni volte a tutelare la legalità, l’identità del territorio .

Il dr. Pollina ha presentato uno studio condotto a Trapani attraverso il quale si evince la presenza di una mafia, che in quel determinato contesto viene declinata come una ibridazione di più poteri (politici, massonici, economici), così radicata nel tessuto sociale da non essere “vista” (è una mafia invisibile” – dice Pollina).

 Erica Castronovo ha presentato i risultati di un lavoro comparativo tra due territori del Belice: Salaparuta e Partanna.

Il quadro complessivo di Salparuta viene ricapitolato con la madonna in fil di rame di Alessi: il rame, è un metallo resistente, ma anche duttile, flessibile che si combina facilmente con altri metalli. Nel territorio di Salaparuta, la mafia presenta per l’appunto, una dimensione flessibile, reticolare. Partanna, invece, è stata sintetizzata nell’immagine imponente del Castello del Grifeo, una struttura solida, in pietra e tufo, dove la mafia la mafia si esprime in un processo che intreccia “arcaicità (azione strettamente territoriale)” e “modernità” (criminalità dei colletti bianchi).

Da tutte le ricerche condotti mel trapanese e presentate nel corso del convegno emerge un comun denominatore: la presenza di un controllo “invisibile” del fenomeno.

 Tra i politici, oltre ai sindaci, è intervenuto l’Assessore all’Agricoltura, Cracolici. Stimoli culturali sono stati offerti da Francesca Giannone, Prof.ssa Università degli Studi di Palermo,  Giuseppe Verde, Dottore di Ricerca presso l’Università degli Studi di Palermo, Giacomo Pilati, scrittore, e Francesca Oliveri, Archeologa Soprintendenza del Mare.

L’insieme è stato costruttivo e ha permesso di gettare luce su aspetti poco noti del territorio locale, ha concluso il sindaco.

 Al ricordo di Falcone è stata associata la prospettiva di un futuro che anche in provincia di Trapani approfondisca e contrasti lo psichismo mafioso e la sua morti ferità umana, relazionale, psicopatologica, economica, socio-giuridica.

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