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Diario delle mie letture, “L’amore prima di noi”

Diario delle mie letture, “L’amore prima di noi”
31 dicembre
16:56 2016

Non so se vi è mai capitato di chiedervi come si amavano gli antichi, se noi uomini moderni dell’era tecnologica e delle facili e veloci comunicazioni siamo riusciti finalmente a svelare il mistero che ogni uomo prova dinanzi all’impasto di sentimenti, passioni, emozioni, lacrime, sorrisi e tormenti che provoca l’innamoramento. Ci ha provato con enorme successo la scrittrice torinese Paola Mastrocola con il suo ultimo libro intitolato “L’amore prima di noi(nella foto la copertina del libro), pubblicato dalla casa editrice Einaudi. È un libro sui miti antichi che trattano il tema dell’amore sotto varie forme. Attenzione però a non leggere queste mie ultime parole come un silenzioso e involontario invito a tenervi alla larga da un libro di questo tipo che a prima vista ha tutto il sapore di un malloppo didascalico come in genere capita nei libri che vogliono parlare dei miti. Non è un saggio ma nemmeno un romanzo, tuttavia le storie narrate evocano mille romanzi e rinsaldano le nostre conoscenze dei miti antichi come nessun saggio saprebbe fare. Ho letto parecchi libri di Paola Mastrocola perché da brava insegnante ha saputo parlare con un punto di vista speciale della scuola, ma in altri testi ha affrontato temi importanti come la solitudine, il rapporto con gli altri, la difficoltà di comunicare. Ogni volta, nonostante la profondità e la complessità che questi temi hanno in se, ha saputo inserire un ingrediente cruciale per uno scrittore, la leggerezza. Non è un caso che la scrittrice piemontese sia stata scoperta grazie al premio Calvino. Se ancora non avete completato la lista dei libri da leggere per le vacanze natalizie, ecco, mi sento di consigliarvi senza che ne avreste a pentirvene di mettere in cima alla lista questo delizioso libro di Paola Mastrocola. C’è molta Sicilia in questo incredibile libro, perché anche se a volte lo dimentichiamo, la nostra meravigliosa terra è stata lo scenario della nascita dei miti, della poesia pastorale e probabilmente dell’amore stesso. Lo faccio raramente in queste brevi recensioni critiche sui libri che mi capita di leggere ma vorrei condividere con voi uno tra i tanti brani che ho sottolineato perché davvero bello, poetico: “All’improvviso ho sentito di avere un’anima fresca, cristallina. L’amore non è tutto quel buio, quella violenza che temevo. È liquido, arrendevole: l’amore è acqua che si confonde con la mia, e gioca.

Non ho capito pù chi ero, dove erano i miei confini e dove si perdevano i suoi. Lui non era pù il nemico, capivo che era fatto della mia sostanza…È nell’acqua che si fonde il mondo e di colpo, per amore, diventa tutte le forme dell’universo”.

Vincenzo Piccione

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