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Partanna, intervista a Marco Ligabue: la musica per riflettere

Partanna, intervista a Marco Ligabue: la musica per riflettere
29 maggio
18:22 2017

PARTANNA. Un appuntamento significativo quello rivolto agli studi dell’I.I.S.S. e dell’ I.T.C. Dante Alighieri. Il 26 maggio in occasione della 4ª edizione della “settimana della cultura” indetta dal Comune di Partanna, nei locali del Cinema Nuovo, si è esibito il cantautore e chitarrista Marco Ligabue. L’artista emiliano ha dato vita a delle performance coinvolgendo i ragazzi e invitandoli a riflettere sul delicato tema della legalità presentando loro alcune sue canzoni e dei filmati inerenti all’argomento.

In sala erano presenti il sindaco Nicolò Catania, l’assessore alla cultura Noemi Maggio e l’arciprete Don Antonino Gucciardi.

A fine della manifestazione, è arrivata anche la telefonata del vocalist e frontman dei Tinturia Lello Analfino, che ha salutato i presenti e sottolineato ancora una volta l’importanza che oggi ha legalità nel nostro Paese e sopratutto nella nostra Regione.

A Marco Ligabue, noto per i suoi testi e i suoi dischi a favore della legalità, ha rilasciato in esclusiva un’intervista per riflettere sulla potenza delle parole:

Ciao Marco, grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo, rilasciandoci questa intervista; com’è possibile arrivare a trasmettere efficacemente il messaggio di legalità attraverso la musica?

Sinceramente non so se esistano delle regole. Io mi sono “buttato” quasi inconsapevolmente, colpito dalla storia di un ragazzo siciliano che aveva “denunciato”. A parer mio, raccontare delle storie vere è il modo migliore per fare arrivare il messaggio, ed io l’ho fatto mettendo in canzone le storie di queste persone.

 

Quant’è importante instaurare un rapporto diretto con il pubblico, affinché quest’ultimo recepisca al meglio il messaggio?

Be’, quando tu sei onesto con te stesso, questa onesta arriva anche agli altri.  Raccontando le storie che ho conosciuto personalmente, penso di metterci tutta l’onestà e tutta la conoscenza che ho avuto di queste persone; e quindi riesco ad essere molto diretto, facendo arrivare, penso in maniera efficace, il messaggio a tutti.

Quindi, possiamo considerare la musica uno strumento per la lotta al crimine organizzato?

La musica è uno degli strumenti. Non è lo strumento. Penso che essa sia un linguaggio universale, che arriva ai bambini, ai ragazzi, agli adulti e perché no, anche ai nonni. La musica, da sempre, ci fa compagnia, ma ci può anche far soffermare, farci riflettere. Mi auguro che, anche attraverso le mie canzoni o quelle di altri artisti, si possa essere scatenata una riflessione ulteriore sulla legalità.

Grazie mille e buona giornata.

Grazie a voi, buona giornata.

Michele Simplicio

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