San Luca, i cittadini boicottano le elezioni: “Vogliamo il commissario”

SAN LUCA (RC). Un caso singolare quello avvenuto al Comune di San Luca in Calabria. Nel 2013, il sindaco in carica Sebastiano Giorgi, venne arrestato per appalti finiti nelle mani dei clan e il Comune venne sciolto per infiltrazione mafiosa. Fin qui nulla di “particolare”, considerato che solo nel 2017 (dal 24 gennaio all’11 maggio) sono già undici i comuni sciolti per Mafia. Nel Comune dell’Aspromonte, guidato dal Commissario prefettizio, però, quest’anno nessuno ha presentato le liste per l’elezione dell’organo politico-amministrativo. I santalucchesi per la seconda volta preferiscono il commissario Salvatore Gulli, e addirittura hanno inviato una raccolta firme al Ministro dell’interno, Marco Minniti affinché il funzionario permanga in città. Gli stessi cittadini elencano infatti tutti quei provvedimenti che hanno migliorato le condizioni del paese: dal servizio idrico ad un sostanziale risparmio economico sui tributi. Anche nel 2016, nessun cittadino si era candidato a sindaco mentre nel 2015 si era presentata una sola lista ma alle urne andò un esiguo numero di votanti. Nei mesi scorsi proprio il ministro Minniti che si trovava nel piccolo Comune calabrese aveva detto: “Non lasceremo sola San Luca e i suoi cittadini. Seguiremo con attenzione le prossime elezioni amministrative e sosterremo la voglia di cambiamento”. La voglia di cambiamento per quello che è un paese riconosciuto come la culla della ‘ndrangheta, è stata espressa con un pieno rifiuto della politica.  Corrado Alvaro, scrittore, giornalista e sceneggiatore, nato a san Luca, se fosse ancora vivo oggi avrebbe tanto da scrivere ma il tutto, si può comunque riassumere con una sua frase: “La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile.”

La gestione straordinaria nel Comune di San Luca si protrarrà, ovviamente, fino al prossimo turno elettorale ordinario.

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