PartannaLive.it


Tredicimila clandestini in pochi giorni: il patto con la Libia che fa acqua

Tredicimila clandestini in pochi giorni: il patto con la Libia che fa acqua
28 giugno
10:44 2017

Sono tredicimila i clandestini che sono state tratti in salvo negli ultimi 2 giorni. Una emergenza che con continua con numeri sempre più alti, vuoi anche per le buoni condizioni marittime. L’esodo dei migranti dalla Libia prosegue senza sosta. Oggi sono circa ottomila i clandestini salvati vicino le coste libiche. Gente ammassata su gommoni e navi, alcuni dei quali sono ancora in mare a bordo delle navi dei soccorritori. Secondo alcune testimonianze alcuni uomini sono stati buttati in mare, mentre altri 51 sono stati abbandonati nel deserto. Sul pattugliatore della guardia costiera, in navigazione verso il porto di Pozzallo c’era anche un neonato morto, nato durante il viaggio. Un problema epocale come riferisce il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per il quale servirebbe una Europa più unità: “L’Italia è in prima linea nel Mediterraneo per salvare migliaia di vite umane nell’ambito di un fenomeno epocale. E ciò accade ai confini dell’Europa, senza ancora suscitare nel nostro continente né adeguata consapevolezza né l’emergere di sensibilità sufficientemente condivise, necessario preludio di incisive azioni comuni”.

In Europa infatti non tutti sono disposti ad accogliere i flussi in arrivo e se al primo posto vi sono Italia e Grecia, l’arrivo degli immigrati musulmani non ben gradito a  Germania, Ungheria.

Gli arrivi del 2017, da gennaio ad oggi superano sessantamila, più di quelli registrati nei primi mesi del 2016 quando però l’Unione Europea ha stretto un accordo con la Turchia, per la gestione dei profughi in arrivo, pagando l’accordo sei miliardi di euro. Ancora una volta ad arrivare sono donne e uomini della Nigeria, del Bangladesh, della Guinea, della Costa d’Avorio, del Gambia, del Senegal e del Marocco. Non tutti arrivano dal paese d’origine ma altre zone dove a causa delle condizioni economiche, della religione o dell’identità sessuale sono costretti ad andare via. Ovviamente non per tutti è così.

A inizio febbraio di quest’anno, l’Italia ha siglato un accordo con la Libia, che stabilisce una riduzione dei flussi in partenza dalla quell’area per arrivare alla chiusura delle rotte entro tre anni. Un patto che ha già dato i primi problemi considerato che in Libia vi sono attualmente tre governi e alcune squadre della guardia costiera, riportano alcune imbarcazioni sulle acque internazionali con tutte le conseguenze del caso.  Secondo l’accordo però l’Italia dovrebbe fornire assistenza, equipaggiamento e formazione alla guardia costiera libica, e con il sostegno dell’Unione Europea puntare ad un ammodernamento dei centri di accoglienza.

 Intanto scatta l’emergenza anche per la distribuzione degli ultimi arrivati. Il ministro dell’Interno Marco Minniti che  era diretto a Washington è rimasto in Italia. Rimane sempre il dubbio che l’immigrazione clandestina sia organizzata e finanziata.

Dati: Unhcr (2017), Global Trends 2016

Eurostat, database online

Commenta qui:

Vuoi essere informato sulle ultime notizie del giorno e ricevere tutti gli aggiornamenti sui fatti del tuo territorio?

Metti "Mi Piace" sulla nostra pagina Facebook oppure "Segui @Partanna_Live" su Twitter.

Articoli correlati

Banner

Seguici su Facebook

Banner

Gli amici dell’AVIS Partanna:

ARCHIVIO DELLE NOTIZIE