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Partanna, da rifugio sanitario a canile municipale. Firmata oggi la determina sindacale

Partanna, da rifugio sanitario a canile municipale. Firmata oggi la determina sindacale
07 luglio
16:03 2017

PARTANNA. È ufficialmente un canile municipale. Il rifugio sanitario di contrada Raffe, è stato ampliato e dotato di tutte le caratteristiche tecniche per essere un canile.  Questa mattina, il primo cittadino Nicolò Catania ha firmato la determina per l’ampliamento del rifugio, un atto che determina la trasformazione della struttura favorendo così il ricovero e lo stallo di un numero di più alto di randagi. L’iter burocratico per la conversione e l’ampliamento della struttura era già in atto. Il 14 giugno, infatti, l’Asp, a seguito della ristrutturazione e dell’ampliamento, aveva dato il proprio nella osta per conversione. Il canile raddoppia la propria capienza passando così da 60 a 123 stalli. Al suo interno si trovano l’ambulatorio veterinario per la sterilizzazione dei randagi e la microcippatura di cani privati o in abbandono, una infermeria veterinaria per il canile, un ambulatorio per il rifugio, un locale per la preparazione degli alimenti, locale di deposito di disinfestanti, detergenti e attrezzature per la pulizia. Ai box già esistenti si aggiungono 8 box di degenza temporanea, 5 box di ingresso cuccioli e una area di sgambettamento.

In itinere anche una adeguata campagna di sensibilizzazione per prevenire gli abbandoni, incentivare le sterilizzazioni, le adozioni e gli affidi dei cani. Azione nella quale rientra la diffusione di un foglio illustrativo, porta a porta, con tutte l’ informazioni per creare un corretto rapporto “uomo-animale-ambiente”.

Dal 2014, anno in cui il rifugio è entrato in funzione, sono stati accalappiati sul territorio comunale 288 cani. In quest’ultimo periodo i randagi presenti sono 91 (70 adulti e 21 cuccioli), e sono state effettuate 32 sterilizzazioni e altrettante chippature con iscrizione all’anagrafe comunale. I cani come previsto dalla legge regionale vengono attualmente rimessi in libertà sul territorio, “e ciò per evitare che il cane in questione si abitui alla  cattività  e  perda  il  possesso  del  territorio di origine, trattandosi  di  animali  non  reclamati  e  per i quali non è stato possibile  individuare  il proprietario”. In questo caso i cani devono essere docili, esenti da malattie gravi e non appartenenti a determinate  razze  (American Bulldog; Cane da pastore di Charplanina; Cane da pastore dell’Anatolia; Cane da pastore dell’Asia centrale; Cane da pastore del Caucaso; Cane da Serra da Estrela; Dogo Argentino; Fila brazileiro; Perro da canapo majorero; Perro da presa canario; Perro da presa Mallorquin; Pit bull; Pit bull mastiff; Pit bull terrier; Rafeiro do Alentejo; Rottweiler; Tosa inu).

Il prossimo step, sarà quello di creare un apposito bando per l’affidamento del canile ad una associazione o ditta con specifici requisiti, e di allargare il servizio di accalappiamento e di stallo ai Comuni dell’Unione (Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Santa Ninfa, ) per programmare una sistematica riduzione dei costi di gestione.

Inoltre a breve, i randagi che si trovano sul territorio verranno provvisti di un collare fluorescente. Ciò consentirà di aumentare la visibilità del cane in ambienti poco illuminati sia in città che nelle campagne e segnalare la non pericolosità dei cani che è già stato sottoposto al controllo veterinario.

“La trasformazione del rifugio socio sanitario in canile  spiega il sindaco Nicolò Catania – è una azione che ci permetterà di attuare una ulteriore serie di interventi per la tutela e il controllo della popolazione canina e quindi di lotta al randagismo. I dati ci consentono di dire che abbiamo ben operato. Registriamo una progressiva riduzione degli abbandoni anche se non si esclude che taluni cani siano portati sul territorio dall’esterno. Dobbiamo potenziare la campagna di adozione, che rientra ovviamente tra gli obiettivi per migliorare tanto il benessere animale che per garantire il buon funzionamento della struttura”

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