Una pistola dentro la bara del Boss “pazzo” (Video). Bonomolo attendibile

Dopo 12 anni è stata riesumata la salma del boss Agostino Badalamenti passato alla storia come il reggente del mandamento di Porta Nuova a Palermo, incarico che pare gli fosse stato conferito da Bernardo Provenzano. E cosi dopo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Bonomolo, il quale ha riferito di avere inserito nella bara degli oggetti, il feretro di Badalamenti morto l’1 giugno 2005 è stato riaperto. Al suo interno una borsa con degli oggetti tra i quali una pistola e un pacco d sigarette. Un corredo funerario come scrive “La Repubblica” nello stile rievoca quello dei faraoni d’Egitto. Bonomolo, 52 anni, nel clan di Porta Nuova, ha iniziato “a parlare” (a collaborare) da poche settimane. Arrestato nel 2012 in America del Sud dopo anni di latitanza era diventato ambasciatore di Cosa Nostra in Venezuela. La sua rimane però una posizione chiave dato che il mandamento mafioso di cui faceva parte ingloba il Borgo Vecchio dove maturò l’omicidio del penalista palermitano Enzo Fragalà , ucciso a bastonate a febbraio del 2010 poiché aveva convinto alcuni suoi clienti a collaborare con la giustizia.

Quella pistola, ritrovata nella bara, così cara a Badalamenti, sarà sottoposta all’analisi balistica per determinare se è stata usata nel passato. Di armi Badalamenti se ne intendeva: a soli 19 anni, subito dopo l’assassinio di Michele Lipari, del quale fu accusato, venne trovato in possesso di una 357 Magnum. Per quell’omicidio, colui che sarebbe poi diventato il Boss, fu rinchiuso in manicomio, grazie a tanti certificati prodotti dagli amici di Cosa Nostra, dai quali si evinse una «grave frenastenia nell’ ambito di imbecillità con numerosi deficit organici, con sospetto di origine cerebropatica della patologia riscontrata». Badalamenti, dopo anni di reggenza del mandamento, morì a 46 anni per un tumore.

L’attendibilità di Bonomolo, permetterà agli inquirenti di risalire a altre verità nell’ambito mafioso e determinare la posizione dei presunti colpevoli dell’omicidio Fragalà.

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