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Dal 2018 scompare “l’assegno di disoccupazione” ma il Reddito d’inclusione non basta per tutti

Dal 2018 scompare “l’assegno di disoccupazione” ma il Reddito d’inclusione non basta per tutti
17 agosto
13:23 2017

A partire dal 2018 l’assegno di disoccupazione sparirà. Il decreto legislativo approvato, in esame preliminare dal Consiglio dei ministri, prevede il riordino delle prestazioni di natura assistenziale. La nuova misura unica di contrasto alla povertà che andrà a sostituire il SIA (Sostegno all’inclusione attiva) e assorbirà l’assegno di disoccupazione ASDI, è il Rei, il reddito di inclusione sociale che sarà possibile chiedere al Comune di appartenenza. L’ammontare del Rei andrà da un minimo di 190 (per i singoli) a un massimo di 485 euro (per un nucleo con 5 o più componenti); a seconda di vari parametri e dei componenti dei nuclei familiari interessati.

Inizialmente, dato che i soldi a disposizione sono ancora esigui, verranno privilegiati nuclei con figli minori o con disabilità, donne in gravidanza, ultra 55enni disoccupati. Fermo restando il possesso dei requisiti economici, il REI è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

Quali sono i limiti di tale sussidio?

Oltre all’importo che è inferiore all’assegno di disoccupazione mensile, il Rei sarà concesso per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo nuovamente richiedere. Inoltre la somma spettante mensilmente verrà addebitata su Carta di Pagamento elettronica, quindi niente contanti alla mano.

Il sussidio, non è compatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, della NASpI o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria. Per cui sarà solo un componente della famiglia a potere ottenere un beneficio economico. L’Isee complessivo del nucleo familiare ma anche l’indicatore della situazione reddituale (Isr), non dovrà superare i 3.000 euro al netto dell’eventuale affitto pagato. Non potranno godere del sussidio tutti coloro che negli ultimi due anni hanno acquistato un mezzo di trasporto (auto, moto etc…) anche se questo serve per andare a lavoro.

I criteri sono dunque fortemente limitativi. Ciò dipende dal fatto che con la nuova legge di Stabilità i fondi a disposizione sono solo di 1 miliardo e 150 milioni per quest’anno, a cui andranno aggiunti quelli non spesi lo scorso anno per un totale di circa 1,6 miliardi che basteranno a soddisfare le richieste di circa 660 mila richiedenti  a fronte delle 1 milione e 582 famiglie in povertà assoluta registrate dall’Istat nel 2016.

E mentre cresce del 9 per cento il rischio povertà per le persone in età lavorativa e per i minorenni, il Governo oggi fa salire la soglia dell’età pensionabile a quasi 67 anni (66 anni e 7 mesi).

Per il Rei restano solo gli ultimi, decisivi, passaggi istituzionali, prima dell’approvazione definitiva.

Cosa accadrà?

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