Muore “Faccia da mostro”: il poliziotto accusato di essere sicario dei boss e dello Stato

È morto portando via con se numerosi segreti. Giovanni Aiello, ex poliziotto della squadra mobile di Palermo, è stato stroncato stamane da un infarto mentre era al mare. Aiello, meglio conosciuto come “faccia da mostro” a causa di un incidente con un fucile che gli aveva sfigurato il viso, è stato per anni al centro di discusse vicende giudiziarie che fanno capo ora ai servizi segreti ora alla mafia. A far conoscere maggiormente l’ambiguità della sua persona al pubblico nazionale sono stati i coniugi D’Agostino (genitori del poliziotto che sventò l’attentato dell’Addaura e ucciso poco tempo dopo insieme alla moglie incinta) i quali riconobbero Aiello nell’aula bunker dell’Ucciardone e che da allora invocano giustizia per un assassinio coperto dalle reticenze di Stato. “Faccia da mostro” era vicino casa loro giorni prima l’uccisione del figlio ma non solo. Aiello subito dopo l’omicidio entrò in casa D’Agostino con un falso mandato prelevando tutti i documenti del poliziotto Antonino D’Agostino che seguiva attentamente le indagini condotte dai magistrati simbolo della lotta alla Mafia. Documenti scomparsi nel nulla. Poco dopo, infatti, a casa dei due coniugi arrivarono i poliziotti quelli veri, a cui non rimase che un pugno di mosche.

Nonostante il riconoscimento e le testimonianze di alcuni pentiti, Aiello non è mai andato a processo. Il nome dell’uomo era anche venuto fuori in alcuni processi per un possibile ruolo avuto nelle fasi preparatorie delle stragi di Palermo e per cui la Procura aveva chiesto l’archiviazione e in altre vicende al centro delle indagini della procura di Caltanissetta, Catania e Reggio Calabria. Di lui ha anche parlato Massimo Ciancimino, durante la deposizione per il processo sulla “trattativa” Stato – Mafia, il quale disse che frequentava il padre e si recava a casa sua insieme ad un colonnello. La dove ci sono state delle prove insuperabili della vicinanza di Aiello a Cosa Nostra, il reato di concorso esterno si è estinto per prescrizione.

Aiello si è sempre detto estraneo a tutte le accuse che gli sono state mosse, così come si evince anche da un intervista fatta dalla Iene, dal giornalista Gaetano Pecoraro.

Va via, uno degli uomini più discussi del panorama italiano, una sorta di dottor Jekyll e Mister Hyde, che lascia il palato riarso a chi ha sete di verità e brama giustizia e chissà, forse un tocco di serenità a chi si nasconde dietro il suo nome.

Ciò che oggi si auspica è che lo Stato non si opponga più alla consegna, agli inquirenti, dell’elenco degli agenti dei servizi segreti attivi in Sicilia nel periodo sono maturati il delitto Agostino e le Stragi, e che faccia  luce su loschi intrecci e collusioni con la Mafia.

Agostina Marchese

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