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Salemi, Piano protezione civile: contenuti e dibattito politico

Salemi, Piano protezione civile: contenuti e dibattito politico
04 settembre
13:55 2017

SALEMI. Il Comune di Salemi si è dotato del Piano comunale di emergenza di protezione civile. L’obiettivo è quello di aumentare al massimo la prevenzione per ridurre i fattori di rischio a seguito di una calamità.

“Siamo riusciti a sbloccare una situazione di stasi per il nostro Comune che durava da troppo tempo – spiega il sindaco di Salemi, Domenico Venuti (è del 1992 infatti l’Istituzione del servizio nazionale della protezione civile che amplia le competenze dei Comuni). Il documento è uno strumento fondamentale ed obbligatorio per fronteggiare le emergenze.

Per redigere il Piano, l’architetto Salvatore Maltese, di Salemi (unico ad avere esperienza tra quelli che hanno partecipato alla manifestazione di interesse) ha effettuato una analisi del territorio di Salemi e dei rischi che vi incombono. Nello studio dell’area di pertinenza comuanale sono state individuate anche i luoghi in cui creare le strutture sensibili, tattiche e strategiche, oltre che individuati i beni di particolare valore storico.

Identificate anche le aree della città destinate ad attività di protezione civile: si tratta delle aree di attesa (24), di accoglienza (7) e di ammassamento (6).  In seguito a una calamità o a un’allerta da parte delle autorità, nelle prime verrebbe accolta la popolazione, nelle seconde verrebbero installate tendopoli e moduli abitativi e nelle terze troverebbero spazio i beni di soccorso e gli stessi soccorritori. Come ben spiegato dall’architetto Maltese, una parte del Piano è stata dedicata alla distribuzione della popolazione in caso di calamità, con particolare riferimento ai diversamente abili e agli anziani non autosufficienti e contiene anche un censimento dei mezzi comunali e privati utilizzabili in caso di necessità. Previsti anche i provvedimenti e le procedure di ‘autoprotezione’ dei cittadini, con i comportamenti da seguire nelle situazioni a rischio.

Sarà avviata una fase di informazione alla cittadinanza: verranno organizzati incontri nelle scuole, assemblee pubbliche e campagne informative con tanto di materiale informativo. Salemi, rientra nella zona sismica di prima categoria, quindi può essere interessato da una attività sismica fino a 12 gradi della scala Mercalli, ed è una zona soggetta a rischio idrogeologico e idraulico. In essere vanno quindi poste tutte quelle attività di prevenzione e di mitigamento dei danni.

Un altro scenario di rischio è rappresentato dall’inquinamento ambientale (rilascio di materiale radioattivo, incidente in stabilimento industriale, incidente nei trasporti), nonostante la mancanza in Città di industrie di un certo tipo, il materiale radioattivo o tossico potrebbe essere versato sul territorio da dei mezzi di trasporto a causa di un impatto a altro problema. La pianificazioni degli interventi è prevista anche in caso di eventi rarissimi come la caduta di un aereo; incendi urbani di vaste proporzioni; emergenze sanitarie; interruzione rifornimento idrico; black-out elettrico; esplosioni; crolli di strutture; fenomeni sismici; incendi boschivi, particolari fenomeni meteorologici. Il Piano verrà trasmesso alla Prefettura e al dipartimento regionale di Protezione civile. Individuata anche la sede del Coc (Centro operativo comunale) che non nascerà più così come stabilito dalla Commissione straordinaria fa nei locali di via Da Vinci (che saranno destinati probabilmente all’ufficio agricoltura) ma in un immobile comunale in via San Matteo (Albero Falcone). Il Coc viene attivato dal sindaco preventivamente, o a seguito di un evento non prevedibile, e coordina i servizi di soccorso e assistenza alla popolazione. Non sono mancate le domande dei componenti dell’opposizione presenti (Fici, Saladino, Loiacono, Tantaro e Scimemi) i quali hanno hanno chiesto chiarimenti sul perchè ci si è avvalsi di un collaboratore esterno, sul perché data l’urgenza si sta provvedendo solo dopo tre anni alla redazione del piano, sui soldi stanziati sulla ristrutturazioni dei locali scelti dai commissari per il Coc e sul cambio dei locali. Venuti liquida: “Io ho ottemperato al mio dovere per il resto ognuno si assume le sue responsabilità”.

Il piano è stato votato favorevolmente dai consiglieri (contraria Tantaro).

Due anni fa invece, tramite formale richiesta di alcuni cittadini (Giacomo Piazza, Antonino Safina e Gianluigi Aloisi), e una mozione presentata il luglio 2016 dai consiglieri Nicola Bendici, Giuseppe Vultaggio, Leonardo Bascone e Antonio Brunetta, e supportata dai consiglieri di opposizione, l’Assise comunale ha votato con voto favorevole la costituzione del Gruppo Comunale di Protezione civile. La mozione era stata messa in essere per promuovere la redazione del piano di protezione civile e dello specifico regolamento per la costituzione del Gruppo Comunale di Protezione civile (i gruppi comunali di protezione civile hanno infatti una figura giuridica diversa dalle normali associazioni di volontariato, in quanto sono una diretta emanazione dell’Amministrazione comunale, come le leggi nazionali e regionali prevedono).

Il sindaco, che è il diretto responsabile e rappresenta la protezione civile, nominerà con un proprio provvedimento gli esperti. Il prossimo step è quindi il bando per la costituzione del gruppo e la nomina dei componenti e dei coordinatori. Oltre al piano il consiglio comunale ha infatti approvato il regolamento del gruppo comunale di volontariato di protezione civile. Venuti sottolinea infatti: “L’approvazione non indica che abbiamo individuato il gruppo di volontari”.

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