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Bosco Baronia, esche avvelenate per uccidere animali. Controlli costanti della Forestale

Bosco Baronia, esche avvelenate per uccidere animali. Controlli costanti della Forestale
27 novembre
13:17 2017

VITA. Esche avvelenate al Bosco Baronia. A seguito dei consueti sopralluoghi effettuati dalla Guardia Forestale del distaccamento di Salemi, la scorsa settimana, nell’Agro di Baronia, sono stati rinvenuti, in diversi punti, delle polpette di carne trita fresca. Ad un esame più attento è però emerso come al proprio interno vi fosse traccia di veleno. I bocconi ben celati sotto le erbe del sottobosco, infatti recavano un colorito bluastro riconducibile alla metaldeide, meglio conosciuto come veleno per lumache, una tra le sostanze più pericolose per cani dalle quali difficilmente l’animale trova scampo. Una possibile spiegazione della presenza di tali esche, tra le ipotesi vagliate dal comandante del corpo Forestale Saverio Siino, «potrebbe essere dovuta ad una presunta attività di bracconaggio», che per chi non lo sapesse trattasi di un particolare tipo di caccia praticata in tempi o in aree, con modalità e mezzi vietati, o nei confronti di animali di specie protetta. Le esche potrebbero quindi essere dovute a un “predominio” di alcuni “cacciatori” su alcune zone del Bosco, che in tal modo farebbero desistere gli avversari nel praticare l’arte venatoria in quei luoghi. La morte di un cane di caccia per il proprietario rappresenterebbe infatti una grave perdita sia affettiva che economica, ma questo non è l’unico rischio. Un’ altra ipotesi potrebbe essere quella di tentare di uccidere, nella notte, le volpi che si nutrono di conigli. Fatto sta che a rimetterci è stata anche una cittadina vitese che si è ritrovata il proprio amico a quattro zampe avvelenato.

Alcuni bocconi, 6 quelli reperiti, sono stati trovati nell’area attrezzata all’interno del bosco. Uno spazio frequentato quotidianamente da vitesi e non, con a seguito i propri bambini e spesso i cani domestici, lasciati liberi di correre i quali ingenuamente potrebbero essere attratti da tali esche che risulterebbero fatali. Si tratta di un problema che, se sottovalutato potrebbe portare al verificarsi di eventi incresciosi. Utile ancora una volta si dimostra l’attività degli uomini del Corpo forestale di Salemi che si pone a salvaguardia non soltanto della flora e della fauna del territorio, ma della salute pubblica in genere. La vicenda è stata portata a conoscenza anche del Maresciallo dei Carabinieri di Vita e della Procura. Le attività di controllo finalizzate alla prevenzione ed alla repressione dei reati ambientali, su questa e altre zone, proseguiranno come sempre. L’auspicio è anche quello che la commercializzazione della metaldeide e di altri veleni, dato l’uso improprio che costantemente viene fatto nei confronti dei cani, avvenga in maniera restrittiva e tracciabile.

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