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Campobello: Area archeologica occupata dai migranti. Interviene la Soprintendenza

Campobello: Area archeologica occupata dai migranti. Interviene la Soprintendenza
13 novembre
20:50 2017

CAMPOBELLO DI MAZARA. Ormai da diverse settimane si acuisce la gravità della situazione dei lavoratori stagionali immigrati che occupano abusivamente i terreni e spazi pubblici di Via Contrada Erbe Bianche a Campobello di Mazara. Annualmente, da circa 15 anni, in concomitanza del periodo della raccolta delle olive centinaia di migranti stagionali raggiungono la città di Campobello di Mazara per lavorare nei campi di olive della zona.

Pur esistendo il sito di accoglienza “Fontane d’Oro” che ospita già 255 lavoratori stagionali con regolare permesso, circa 1600 persone sono oggi accampate abusivamente con tende e altri rifugi di fortuna nei terreni di Contrada “Erbe Bianche”. Nell’accampamento regna il caporalato, una pericolosa emergenza igienica e sanitaria, nonché il proliferare di numerose attività illegali, dal commercio di beni alimentari alla macellazione di animali.

La situazione sembra essere già ben conosciuta dalle istituzioni, da come si evince dalla creazione di un tavolo tecnico della Prefettura di Trapani per la gestione della situazione di emergenza.
La precarietà igienica del sito è stata momentaneamente tamponata dall’Amministrazione comunale attraverso l’installazione di 20 bagni chimici e l’aumento degli allacci idrici, sia con l’intervento diretto di alcune associazioni locali per il monitoraggio della situazione e dei volontari della Croce Rossa Italiana, garantendo assistenza primaria alle centinaia di persone accampate nella contrada.

L’accampamento abusivo, oltre al disagio degli occupanti e dei residenti campobellesi per l’assenza quasi totale degli standard minimi di sicurezza, è interessato dall’occupazione e il possibile danneggiamento dell’Area Archeologica di Contrada Erbe Bianche.

Il sito ospita infatti i resti di 5 capanne della media Età del Bronzo, risalenti a circa 3500 anni fa.
Dopo una campagna organica di scavi tenutasi negli anni ’90, è stato trovato un deposito di armi in bronzo, di rilevante importanza per gli studiosi. I reperti archeologici rinvenuti sono ospitati presso il Baglio Florio di Selinunte in attesa di una musealizzazione appropriata per la fruizione dei turisti e della popolazione locale.

Alcune lamiere, poste a protezione in alcune parti semi-interrate degli scavi, sono state divelte per consentire presumibilmente un rifugio di fortuna per alcuni occupanti del sito, mettendo quindi a rischio l’integrità dei resti presenti nello stesso. Presenti anche consistenti accumuli di spazzatura, che evidenziano così le già citate precarie condizioni igieniche degli occupanti.

Nel 2011, come dichiarato su YouReporter.it, l’Amministrazione Comunale aveva “espresso la propria piena disponibilità alla Soprintendenza ai beni culturali di Trapani per tutte le azioni necessarie alla valorizzazione del sito archeologico di Erbe Bianche“.

Sull’occupazione abusiva del sito archeologico è intervenuto il consigliere comunale M5S, Tommaso Di Maria, che dopo un sopralluogo insieme all’addetto degli scavi archeologici Annibale Cerrati, ne ha chiesto lo sgombero immediato con una nota inviata al Prefetto, al sindaco di Campobello, alla Soprintendenza di Trapani e all’assessorato Regionale ai Beni Culturali.

Questa mattina nell’area è così arrivata la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Trapani che ha effettuato un sopralluogo. Presenti il dottor Enrico Caruso e la dottoressa Rossella Giglio. L’auspicio come spiega il soprintendente ad interim Caruso, sarebbe quello di rimettere in cantiere un vecchio progetto mai attuato per lo studio della zona (previo esproprio) e collegarlo alle Cave di Cusa, altro sito da valorizzare e riqualificare.La responsabile dell’Unità operativa dei beni archeologici e archeologa Rossella Giglio ha rimarcato la validità del sito dove, grazie a degli interventi finanziati, sono stati negli anni recuperati reperti in buono stato di conservazione e che sono di grande importanza storica. 

 

Ci si augura che vengano al più presto ripristinate le condizioni di sicurezza e preservazione del sito, considerato di ragguardevole importanza storico-archeologica, oltre all’applicazione di una soluzione definitiva per l’ospitalità dei braccianti agricoli stagionali di origine extracomunitaria, diventati ormai un elemento quasi indispensabile per l’economia agricola locale, fenomeno che ogni anno è sempre più in crescita.  Si spera che vengano attuate dalle istituzioni pubbliche delle misure di assistenza e ospitalità per questa categoria di lavoratori, che possano garantire un miglioramento delle condizioni di vita degli stessi e dei cittadini residenti della zona, nonché un freno alla pratica incontrollata e illegale del caporalato, che spesso è la causa principale del verificarsi di queste situazioni di emergenza.

 

 

 

 

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