Museo Civico d’Arte Contemporanea di Gibellina: finalmente ripresi i lavori

GIBELLINA: Finalmente, dopo diversi anni, e diversi “tira e molla”, sono ripartiti i lavori di restauro del Museo Civico d’Arte contemporanea, dedicato a Ludovico Corrao. Struttura che insieme alla biblioteca comunale e all’auditorium, potevamo trovare in un’ala al pian terreno, dell’istituto comprensivo “Papa Giovanni XXIII”. I lavori, voluti dal sindaco uscente, Rosario Fontana, non sono però mai realmente cominciati. Quello a cui abbiamo assistito fino ad ora ha visto solo transenne e cumuli di materiali, sparsi lungo tutta la zona interessata, a cui nessuno ha saputo dare una spiegazione, assistendo così al gioco dello “scarica barile”. Gioco che ha portato alla perdita, non solo dei fondi concessi dalla Regione siciliana, ma anche di uno dei maggiori poli turistici del paese. Nato nel 1980, il museo d’arte contemporanea, si forma dal contributo dei numerosi artisti fra i più importanti del panorama nazionale ed internazionale. All’appello dell’allora sindaco Corrao, risposero per prima gli artisti siciliani: Pietro Consagra, Carla Accardi Ed Emilio Isgrò, a cui si aggiunsero in seguito Giulio Turcato, Arnaldo Pomodoro, Fausto Melotti, Mario Schifano, e molti altri. Grazie alla donazione Nino Soldano, il museo di Gibellina ospita al suo interno più di 1800 opere, fra dipinti originali, grafiche e sculture. A causa del poco spazio a disposizione, molte opere sono conservate in dei magazzini adiacenti, che ciclicamente venivano esposti al pubblico, negli spazi dedicati proprio alle esposizioni temporanee. Non dimentichiamoci poi della biblioteca comunale, che oltre a contenere una sezione specialistica, dedicata all’arte contemporanea, “vanta” un patrimonio totale di ben 16.946 volumi; e dell’auditorium, luogo in cui all’interno si svolgevano attività teatrali e musicali, come le recite scolastiche. “Oggi” la nuova impresa appaltatrice ha iniziato i lavori, e sarà impegnata per i prossimi mesi a ridare al “paese” di Gibellina il complesso museale di cui è stata privata ormai da troppo tempo.

Valentina Mirto

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