Salaparuta: condannato a otto mesi l’aggressore dell’ex segretario comunale Vito Bonanno

 SALAPARUTA.  Costa cara al salitano F.A. l’aggressione, nel 2012, all’allora segretario comunale di Salaparuta Vito Antonio Bonanno (nella foto). Il giudice del Tribunale di Marsala Giuseppina Montericcio ha infatti condannato L’uomo a otto mesi di reclusione (pena sospesa), oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore di Bonanno, che si era costituito parte civile ed è stato rappresentato dall’avvocato Marianna Conforto. Sarà adesso, quindi, il giudice civile a quantificare il risarcimento che spetta al segretario per i danni subìti. «Violenza a pubblico ufficiale con l’aggravante di volerlo costringere a commettere atti contrari al suo ufficio». Queste le ragioni della condanna penale.

I fatti. Teatro dei fatti il Palazzo municipale di Salaparuta, dove allora Bonanno (che oggi è segretario generale ad Alcamo e “a scavalco” a Santa Ninfa) era segretario. Il 2 aprile di cinque anni fa, F.A. si presentò nell’ufficio di Bonanno, lamentandosi per non aver potuto interloquire con il responsabile dell’Ufficio tributi, quel giorno assente. In particolare l’uomo reclamava spiegazioni su una cartella esattoriale relativa alla Tia, la tassa sui rifiuti: Bonanno aveva infatti firmato centinaia di avvisi di mora per mancati pagamenti della tariffa di igiene ambientale riferiti ai quattro anni precedenti. Secondo la testimonianza fornita da Bonanno in aula, l’uomo chiedeva insistentemente che la cartella gli fosse cancellata. Mentre il segretario cercava di spiegargli che ciò non era possibile, F.A. era andato in escandescenze e aveva cominciato a lanciare oggetti contro Bonanno, che era stato colpito da alcuni pesanti volumi. Non pago, il cittadino aveva preso una sedia e aveva tentato, con quella, di colpire il segretario. Solo grazie all’intervento di alcuni dipendenti comunali, e all’arrivo della polizia municipale, l’uomo era stato bloccato. Bonanno era stato costretto a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso di Mazara del Vallo e, una volta ripresosi, aveva sporto querela.

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