Santa Ninfa verso la stabilizzazione di tutti i precari

SANTA NINFA. Tutti i lavoratori precari in servizio al Comune di Santa Ninfa saranno stabilizzati nei prossimi tre anni. I primi contratti a tempo indeterminato verranno sottoscritti con il nuovo anno. Si tratta di un passaggio storico, al quale la Giunta comunale, nella seduta di ieri pomeriggio, approvando il nuovo piano del fabbisogno del personale, ha messo il sigillo dopo il lavoro preparatorio svolto dalla responsabile dell’Area finanziaria dell’ente, Mimma Mauro, con il coordinamento del segretario comunale Vito Bonanno e dietro precisa direttiva del sindaco Giuseppe Lombardino. Il vertice amministrativo aveva dato mandato ai tecnici dell’ente, alla luce delle «capacità di bilancio», di trovare la soluzione definitiva al problema del precariato a Santa Ninfa.

Il Piano che ha ricevuto il «via libera» da parte di sindaco e assessori, ha sfruttato le possibilità offerte dal recente decreto del ministro della Pubblica amministrazione Madia, trasformando quelle che tecnicamente si definiscono «capacità assunzionali flessibili» in «capacità strutturali». Fuori dai tecnicismi, i pensionamenti del prossimo triennio (in totale saranno dodici i dipendenti che andranno a riposo tra il 2018 e il 2020), libereranno risorse assunzionali per oltre 300mila euro. Risorse che consentiranno la conversione a tempo indeterminato dei contratti di tutti i 37 lavoratori socialmente utili in servizio nell’ente.

L’innovativa delibera approvata dalla Giunta – destinata a fare scuola, dal momento che è la prima in provincia di questo tipo – prevede anche la stabilizzazione dei cosiddetti «Asu» (percepiscono un assegno di sussidio per attività socialmente utili): sfruttando infatti una recente legge regionale (la numero 8 del maggio 2017), che prevede la concessione, da parte della Regione, di contributi quinquennali pari alla misura dell’assegno garantito a questi lavoratori, i 18 «Asu» saranno stabilizzati a diciotto ore, contro le dodici che attualmente svolgono.

Soddisfazione, dopo l’adozione del provvedimento, ha espresso l’intero esecutivo, che ha ritenuto di avviare un processo che, come spiega il sindaco Lombardino, «potrà dare una seria prospettiva e finalmente una stabilità economica ai lavoratori precari che per decenni sono stati mantenuti in una condizione di incertezza». Lombardino ricorda che quello della stabilizzazione dei precari era uno dei primi punti del programma amministrativo con il quale la coalizione che lo sostiene vinse le elezioni nel 2013: «L’avevamo messo nero su bianco nel programma, prendendo così l’impegno che, compatibilmente con le norme in materia e le risorse finanziarie disponibili, avremmo stabilizzato i precari. Mentre altri magari pontificano, noi concretamente lavoriamo».

L’operazione è stata possibile perché il Comune è finanziariamente virtuoso e non si trova in una condizione di «rigidità strutturale», dal momento che la spesa per il personale è il 45 per cento del complesso della spesa corrente, abbondantemente sotto, quindi, la soglia critica del 50 per cento.

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