Trasversale sicula, il turismo “esperienziale” che potrebbe cambiare le sorti dell’Isola

Bastone, zaino e tanto buon umore. Sono questi gli elementi del gruppo della “Antica Trasversale Sicula” che dopo quasi 600 chilometri ha fatto tappa nel Belice e nelle città di Salemi, Vita e Calatafimi. Partiti dalla spiaggia di Kamarina, a Ragusa, il 4 ottobre, il gruppo si è preposto di attraversare l’intera regione fino a raggiungere l’isola di Mozia. Ben 40 giorni di cammino che verranno completati questa domenica nell’isola che ospita l’antico insediamento fenicio. Il progetto dell’Antica trasversale sicula nasce 3 anni fa sulla scorta della teoria dell’archeologo Biagio Pace che ha ispirato Tano Melfi e Peppe De Caro (appassionati di storia e camminatori),  Giuseppe Labisi e Sareh Gheys (archeologi )  Claudio Lo Forte (membro della protezione civile) a ripercorrere a piedi, il marzo 2016, una antica strada che dalla greca Kamarina, raggiunge l’antica via Selinuntina e il sito di Pantalica, per imboccare il saltus camarinensis (filo dello Zingaro) presso Licodia Eubea e andare verso il santuario siculo di Palikè. Il percorso prosegue alla volta di Morgantina, del lago di Pergusa, di Enna, Hyppana (nei pressi di Prizzi), Entella e Segesta, sino a Mozia.

Il progetto è stato sposato dalla Regione che dal dipartimento turismo, sport e spettacolo ufficializza il percorso fornendo un’infrastruttura tecnologica e il proprio gruppo di lavoro LabGis. Il percorso, che si potrebbe definire laico, si articola tra regie trazzere borboniche vie del vino, del grano, del sale, del miele, dello zolfo e strade ferrate come quella limitrofa al Comune di Vita. Il tracciato si innesta su antiche vie che toccano, non santuari cristiani ma greci, siculi, elimi e cartaginesi, molti dei quali riconosciuti dall’UNESCO per la loro unicità.

È così che quel gruppo, inizialmente composto da tre persone, oggi, ha raccolto oltre 20 viandanti  provenienti da diverse parti della Sicilia ma anche da diverse regioni d’Italia( Sardegna, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio) e stati del mondo (Iran, Brasile). Una “passeggiata” che rigenera lo spirito, il corpo ma che offre anche una possibilità di riscatto ad un territorio che ha molto da offrire a chi abbraccia le sue bellezze naturali, storiche, artistiche e culturali.

Quest’anno , proprio per mettere i giusti tasselli al percorso, il gruppo sta mappando ogni zona, effettuando anche rilievi di carattere idrogeologico, verificando lo stato di conservazione delle aree attraversate (sulle quali potranno essere effettuati progetti di recupero). In tutto questo concorrono la passione di un ingegnere, due archeologi, biologi, geologi, membri di alcune associazioni ma anche appassionati di storia locale e attenti osservatori dei luoghi che si lasciano trasportare dalle bellezze del paesaggio che trasmetteranno a chi presto deciderà di percorrerlo. Durante la spedizione, infatti, sono stati documentati, anche con un adeguato corredo fotografico, e georeferenziati in stretta collaborazione con l’Osservatorio Turistico, gli aspetti storici e archeologici, gli aspetti naturali e naturalistici, i luoghi identitari della storia, della memoria, del gusto e i beni culturali in genere.Il progetto prevede infatti la creazione di un’applicazione da scaricare sui dispositivi mobili (cellulari o tablet) nelle quale verranno riportate tutte le notizie del territorio, compresi i luoghi in cui trovare ospitalità e ristoro.

Importante sarà il ruolo svolto dai Comuni, circa 37, con i quali proprio durante il percorso è stato stipulato un accordo (attualmente informale) per offrire ai “pellegrini” accoglienza e fare scoprire allo stesso tempo le bellezze del proprio paese. Indispensabile anche il contributo di associazioni di tutti i tipi, che potranno offrire anch’essi, informazioni, ospitalità o far rivivere momenti peculiari di questo territorio di cui già i viaggiatori sono stati particolarmente attratti come il pascolo delle pecore, la stesura dei panni tra un balcone e l’altro o la realizzazione casalinga del pane, la visita dei mulini, dei frantoi, delle saline o l’intreccio dei panieri in vimini e così via.  Il protocollo di intesa con i Comuni non ha alcun costo, essi però potranno concedere offerte a baso costo e/o offrire ospitalità a 360 gradi con pacchetti turistici che intrattengano gli ospiti sul luogo tramite feste e sagre.

Tappa obbligata saranno i vari siti archeologici siciliani tra cui quello dedicato a Demetra (Kore) a Enna, a cui si è ispirato il cammino o l’area di Mokarta, a Salemi, che con le sue capanne circolari è uno tra i più suggestivi siti elimi esistenti. Non mancheranno i siti di Morgantina, Prizzi, Contessa Entellina e tanti altri che segnano un percorso nella storia che abbraccia svariati popoli.

 

Partiti il giorno di San Francesco “col diluvio universale”, come ha ironicamente affermato Peppe, il loro cammino sta portando il sole ovunque. Il loro incontro è infatti, una offerta per inserirsi come tappa nell’Antica trasversale, che va colta e ampliata con l’insieme delle ricchezze di questa terra che fanno da corollario all’itinerario  e che potrebbero portare ad azzardare l’ipotesi di una Sicilia “capitale dei cammini” già nel 2020.

 

Dei nove, partiti il 4 ottobre, si sono unite sempre più persone, che hanno condiviso le loro storie, la loro merenda, le loro esperienze e superando col poncio le intemperie e col buon umore la stanchezza. Tra di loro sono presenti un ragazzo 19enne siculo e un 77enne sardo che a metà percorso ha deciso di proseguire il cammino sull’auto che li coadiuva.

Oltre alla mappatura l’obiettivo del percorso è quello di sensibilizzare enti, associazioni e singoli ad avere cura del territorio e delle strade che non sono demaniali ma “appartengono a chi le vive”.

 

Un viaggio alla riscoperta dunque di luoghi ma anche di pezzi di storia come gli antichi abbeveratoi, gli alberi secolari, storici acquedotti che narrano la storia del popolo locale che ha accolto diverse culture stabilendo con esse sinergia e assimilandone usi e costumi.

Questo è l’ultimo percorso che darà vita alla mappatura definitiva di una delle più antiche strade dell’isola del periodo greco romano, divisa in 17 tappe e che verrà caricata su un file Gpx.

Il 35 esimo e 36esimo giorno hanno visitato il cuore della Valle del Belice facendo tappa a Poggiorele, Santa Ninfa e Gibellina dove hanno incontrato anche le Amministrazioni comunali. Il 37esimo giorno (9 novembre) a Salemi, il gruppo è stato ospitato dal gruppo Scout Salemi 1 nella sede di Sant’Antonicchio dove ha incontrato il vicesindaco Calogero Angelo e l’assessore al Turismo Vito Scalisi. Qui i componenti della Trasversale sicula hanno potuto finalmente dormire su di un letto ( e non in tenda). L’indomani effettuati dei rilievi a Mokarta, il gruppo si è avviato per Vita dove ha incontrato il presidente delle Pro Loco Vitese Maria Scavuzzo, il vicesindaco Baldo Accardi e l’assessore Nicola Sanci. In tarda mattina si sono spostati a Calatafimi per ristorarsi e riposarsi al PalaSegesta così da ripartire alla volta del Bosco Angimbè, raggiungere Fulgatore e tramite la via Valeria romana raggiungere l’isola di San Pantaleo.

Un turismo esperienziale, con l’inserimento nei “Percorsi Nazionali e Internazionali dei “Cammini”, che potrebbe cambiare le sorti dell’isola.

Il gruppo ha il sostegno del Club UNESCO di Palermo, di ARPA ASSOCIAZIONE CULTURALE “AKROS PER TRASVERSALE SICULA”, il LABORATORIO INFEA, ENPA, WWF A.O. SICILIA AREA MEDITERRANEA e AIPIN (Associazione italiana per l’ingegneria naturalistica), l’Università Sapienza di Roma. Ad Arpa saranno comunicati i dati raccolti, mentre con Wwf ed Enpa si costruirà una rete di associazioni animaliste in tutto il percorso, per segnalare le eventuali emergenze che i futuri camminatori potrebbero trovarsi ad affrontare.

 

 

Per ulteriori info

posizione attuale 

blog dedicato alla traversata

pagina ufficiale della Trasversale Sicula

Anche durante la percorrenza del tracciato sarà possibile scrivere a trasversalesicula@gmail.com

 

 

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