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Impianto rifiuti di Gallitello, Fundarò: “I nostri timori erano fondati”

Impianto rifiuti di Gallitello, Fundarò: “I nostri timori erano fondati”
15 dicembre
01:00 2017

“Avevamo ragione. I nostri timori sull’impianto di trattamento di rifiuti di c/da Gallitello erano fondati”.  Massimo Fundarò, Presidente dell’Associazione ECO’ rivela i dati sull’impianto a biomasse presentato dalla romana Solgesta. “La relazione tecnica di Legambiente Sicilia, – prosegue Fundarò – consegnata in questi giorni al sindaco di Calatafimi-Segesta Vito Sciortino, stronca il progetto di Gassificatore presentato dalla Solgesta”. Il parere a Legambiente era stato chiesto dal primo cittadino dopo una serie di “anomalie” riscontrate e sollevate dai cittadini in una pubblica assemblea (così come riportato in un nostro articolo)

«Viene chiarito – prosegue Fudarò – che ci troviamo di fronte ad un impianto di trattamento termico dei rifiuti (Gassificatore) rivolto alla produzione di Syn-Gas. Questi tipi di impianti sono dei veri e propri Inceneritori, come ha chiarito una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2010, e sono quindi assoggettati alla VIA ( Valutazione di Impatto Ambientale ) e non alla meno stringente AIA (Autorizzazione Integrale Ambientale) che la Solgesta, proprio in questi giorni, sta cercando di ottenere presso l’assessorato regionale competente.

Si evidenzia che l’impianto ha una potenzialità quattro volte maggiore del limite inferiore per cui scatta l’obbligo della VIA, e che i rifiuti trattati non riguardano solo la categoria R3 (Recupero di Materia) ma anche la R1 (Recupero Energetico), ulteriore motivo per il ricorso obbligatorio alla VIA.

Legambiente, in modo molto preciso ed articolato, sottolinea altre lacune fondamentali del progetto riguardanti la mancanza di documenti essenziali. La relazione di sintesi che deve essere presentata al pubblico, il quadro riassuntivo delle emissioni in atmosfera, la capacità di abbattimento dei metalli pesanti, la fine dei composti polinsaturi aromatici considerati ad ad elevatissimo rischio sanitario, non c’è nulla sul trattamento delle acque reflue e sull’impatto ambientale e sanitario della ricaduta del Syn-Gas prodotto dalle tre torce previste.

LA CONCLUSIONE E’ CHE NON CI SONO GLI ELEMENTI NECESSARI PER UNA AUTORIZZAZIONE. Adesso, riteniamo, che al Sindaco Sciortino rimanga una sola via da percorrere: la revoca in autotutela del suo parere positivo espresso a favore dell’impianto. Solo un atto deciso e trasparente può mettere una pezza al comportamento, quantomeno avventato, tenuto fino ad ad ora. Un “Parere Postumo” richiesto dopo aver detto si e solo dopo le proteste ed i dubbi dell’opinione pubblica, è anomalo ed incomprensibile.

Noi, per quanto ci riguarda, presenteremo le osservazioni relative all’iter della concessione dell’AIA. Non mancando di sottolineare come da parte degli uffici regionali non siano stati rilevati questi gravi errori nell’individuazione della giusta e legale procedura autorizzativa.

Non possiamo tollerare questo ulteriore attacco alla nostra salute ed al nostro territorio, dopo quello, ancora in corso dell’inceneritore della Bertolino. Non consentiremo che qualcuno miri a trasformare questo meraviglioso pezzo di Sicilia,naturalmente vocato per l’agricoltura biologica e per il turismo sostenibile,  in una nuova ‘Terra dei Fumi’».

Un impianto su cui vi sono tante ombre e su cui è vivo l’interesse anche dell’onorevole Valentina Palmeri. Ad oggi i documenti e le autorizzazioni, il progetto non sono on line, così come previsto per legge, che vorrebbe la trasparenza del procedimento amministrativo, rendendo difficoltosa la visione da parte dei cittadini dell’elaborato.

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