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Santa Margherita: ruspe sul gigante di cemento

Santa Margherita: ruspe sul gigante di cemento
03 gennaio
20:53 2018

SANTA MARGHERITA. Il 14 Gennaio, con la presenza del Presidente Sergio Mattarella e di altre cariche istituzionali, gli abitanti della Valle del Belìce ricorderanno il terremoto che nel 1968 colpì la Valle del Belìce distruggendo case e famiglie. A 50 anni dal triste evento si tirano le somme di una ricostruzione piena di problemi ancora oggi irrisolti.

Mentre i comuni della Valle del Belìce si preparano per portare avanti le celebrazioni del cinquantesimo che dureranno tutto l’anno, a Santa Margherita si annuncia la demolizione dello scheletro di cemento che sovrasta il famoso Palazzo del Gattopardo e che copre la vista dei ruderi della città e dei suoi quartieri abbandonati dopo il sisma.

Il gigante di cemento, alto ben 30 metri e costruito nel 1967 per essere lasciato incompiuto a causa del terremoto, verrà demolito dopo la pubblicazione del bando di gara per la demolizione e la conseguente assegnazione dei lavori.

Il cosiddetto palazzo Lombardo, oltre che a deturpare la vista di Piazza Matteotti, rappresenta anche un “pericolo per l’incolumità pubblica“, come dichiarato dal sindaco della città Franco Valenti. Nonostante le difficoltà burocratiche, l’amministrazione può usufruire ora di un finanziamento di 420.000 euro, concessi dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile.

La Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento ha definito il progetto come “un importante e coraggioso intervento di eliminazione di strutture avulse all’armonica struttura costituita dal centro storico” oltre che raro esempio di “rispetto e decoro delle strutture monumentali presenti nelle vicinanze“.

Il progetto sarà caratterizzato da una parziale demolizione meccanica attraverso speciali mezzi e bracci, mentre la restante sarà eseguita attraverso una decostruzione controllata.

Dopo 50 lunghi anni caratterizzati da immobilismo burocratico e sentenze del tar, sembra quindi giunta la parola fine per questa struttura, che con i suoi pilastri di nudo cemento incrinati dalle scosse del sisma, ha quasi oscurato la luce ricca di cultura e memorie del Palazzo Filangeri di Cutò, legato a doppio filo con le vicende e la vita del famoso scrittore nonché creatore del Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

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