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Buttafuoco presenta a Custonaci “Buttanissima Sicilia”

Buttafuoco presenta a Custonaci “Buttanissima Sicilia”
21 luglio
12:24 2014

Foto Pietrangelo Buttafuoco

Nell’ambito della rassegna Baia d’Autore, organizzata dall’amministrazione comunale di Custonaci, si terrà giovedì 24 luglio (ore 21.30) presso il Lido Baia Cornino la presentazione dell’ultimo libro di Pietrangelo Buttafuoco (nella foto), giornalista de «Il Foglio», «La Repubblica» ed «Il Sole 24 ore», dal titolo «Buttanissima Sicilia – Dall’autonomia a Crocetta tutta una rovina». È prevista la partecipazione di Gregory Bongiorno (Presidente di Confindustria Trapani), di Gaetano Armao (Professore Università di Palermo) e di Giuseppe Bica (Sindaco di Custonaci). Introdurrà e modererà l’incontro Fabrizio Fonte (V.Presidente Vicario del Centro Studi Dino Grammatico).

Nota di copertina: «Un libro-pamphlet, un j’accuse radicale di uno scrittore sempre sul campo, e questa volta impegnato a dire il suo no deciso, irrevocabile, alle “cose” di Sicilia. Sul banco degli imputati la rivoluzione farlocca dell’attuale governatore, Rosario Crocetta, e lo Statuto d’Autonomia regionale da cui origina il malaffare e un costume politico che non può più essere accettato. La Sicilia sta affogando nell’indifferenza: per le spese, per il bilancio, per la mafia che a parole si combatte ma in realtà si lascia prosperare indirettamente, girandosi da un’altra parte e fingendo invece di guardare nella giusta direzione, che giusta non è. Lo aveva detto Sciascia, parlando di “professionisti dell’antimafia”. E poi ancora: gli “enti mangiasoldi”, il mare delle sovvenzioni che vanno e vengono, l’eccesso infernale di dipendenti pubblici, lo scandalo del Muos, il sistema di comunicazione militare approntato dagli americani: torri radio e antenne di diciotto metri per favorire la colonizzazione tecnologica ed economica della Sicilia. Anche la natura si è corrotta. Nella nuda terra siciliana, tra gli insetti laboriosi ecco spuntare le microspie delle procure. Un libro provocatorio, contro i padroni, i campieri e i sovrastanti, veri o presunti, a cui la Sicilia, quella vera e ancora memore della sua antica dignità, è stanca di dare ospitalità all’infinito».

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