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Presunto danno erariale mancato controllo analogo dei Sindaci soci – Belice Ambiente ATO TP2

Presunto danno erariale mancato controllo analogo dei Sindaci soci – Belice Ambiente ATO TP2
25 settembre
21:55 2014

lettera pennaRiceviamo e pubblichiamo una lettera indirizzata a sindaci, presidenti dei Consigli comunali, consiglieri comunali dei comuni di Partanna, Petrosino, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Gibellina, Santa Ninfa, Salemi, Vita, Poggioreale, Salaparuta, avente ad oggetto presunto danno erariale cagionato dagli Amministratori della Società Belice Ambiente, conseguente anche al mancato “Controllo Analogo dei Sindaci Soci”. Recupero dello stesso danno.

Premessa

E’ di recente divulgazione la notizia che alcuni Sindaci dei Comuni soci della Belice Ambiente ATO-TP2 eletti dopo la gestione Truglio-Macaddino, hanno deciso di porre la parola fine a questo modello fallimentare di gestione rifiuti.

La Società Belice Ambiente in questi dieci anni di operatività, ha compiuto attività in assoluta segretezza (cosa che potrebbe far nascere il sospetto che esistesse la volontà di non far venire alla luce le evidenti forzature e/o malefatte vere e proprie compiute da Amministratori che non hanno dimostrato adeguata competenza per l’incarico che dovevano svolgere), ha provocato ai Comuni Soci, quindi ai cittadini, un danno enorme che dovrà essere quantificato e, ove consentito dalle leggi, recuperato.

Alla luce delle risultanze di gestione faticosamente raccolte, perché segregate dall’Avv. Truglio Amministratore Unico e stranamente non pubblicate sul sito istituzionale, riteniamo doveroso informarvi sull’attività della Belice Ambiente.

Inquadramento normativo.

La Belice Ambiente costituita il 22/12/2002, con capitale interamente pubblico, inizia la gestione del servizio di igiene ambientale nel 2004, affidata dai Comuni Soci alla stessa società in forma diretta, senza evidenza pubblica, per una gestione in <<house>> del servizio.

Questo modello di gestione che sarebbe stato difforme alle direttive comunitarie, viene legittimato con l’istituzione del “Controllo analogo” sulla società da parte dei Comuni Soci.

Con l’introduzione del controllo analogo i Sindaci soci assumono il potere di dettare le linee strategiche ed anche le scelte operative della società in house, i cui organi amministrativi vengono, pertanto a trovarsi in posizione di vera e propria subordinazione gerarchica.

Si tratta di un potere di comando direttamente esercitato sulla gestione dell’ente con modalità e con intensità non riconducibili ai diritti che normalmente spettano al socio in base alle regole dettate dal Codice Civile e tali che, appunto, agli organi di gestione della società non resta affidata nessuna rilevante autonomia gestionale.

Tale caratteristica basta a rendere evidente l’anomalia del fenomeno “In House” nel panorama del diritto societario.

Tale potere è stato affidato dai Soci all’Assemblea di Coordinamento Intercomunale, allo scopo di coinvolgere i sindaci nella gestione, affinché esercitassero sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi ex art. 113 comma 5 lett. c D.lgs. 267/2000.

Primo Presidente dell’Assemblea di Coordinamento Intercomunale è stato eletto il Sindaco di Gibellina Avv. Vito Bonanno, dimessosi il 27/02/2009 per ricoprire la carica di Direttore Generale della stessa Società (strano alternarsi di cariche di un controllore che diventa soggetto controllato) e sostituito dal Dott. Gianni Pompeo Sindaco di Castelvetrano a sua volta, dal 24/05/2010, sostituito dall’ex Sindaco di Partanna Giovanni Cuttone sino alla fine del mandato.

Gli interventi dell’Autorità giudiziaria e la poco edificante storia di gaia amministrazione a danno dei cittadini:

In questi ultimi anni l’Autorità Giudiziaria si è occupata della Belice Ambiente e sono stati emessi parecchi Avvisi di Garanzia nei confronti di Amministratori, Sindaci e dipendenti, per reati che vanno dall’abuso di ufficio alla turbativa d’asta, dal falso in atto pubblico e tentata truffa all’associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture false intestate a persone inesistenti (per quest’ultimo reato è in corso il processo presso la Procura di Palermo).

In particolare:

È stata già accertata dalla Corte dei Conti (Delibera n. 199/2010/PRSP), una appropriazione indebita da parte dell’Amministratore Delegato della società dal 06/07/2006 al 27/05/2010 Avv. Truglio relativamente al proprio compenso.

Sono stati quantificati da parte del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Mazara le somme da recuperare dall’Amministratore Avv. Truglio in €. 140.456,67.

Inoltre:

sono da restituire da parte di Truglio i contributi versati dalla Società alla Cassa Forense perché la carica di Amministratore Delegato era incompatibile con l’iscrizione alla Cassa;

sono da restituire da parte del Truglio €. 20.000,00 liquidatosi quale indennità di risultato (falsato da emissioni di bollette false e fatture di servizi ai Comuni mai fatti);

sono stati rimborsati a Truglio, per ristorante ed altro, la cui legittimità non ci risulta verificata, ingenti somme di denaro;

la Società Belice Ambiente si è avvalsa, per l’utilizzo di operatori ecologici, della Società “Manpower” per €. 2.898.876,00, società scelta senza gara di evidenza pubblica con un maggiore costo di €. 4,77 l’ora più IVA pari a €. 740.121,18. Il tutto e stranamente in concomitanza delle elezioni provinciali del 2008 e comunali del Comune di Mazara del Vallo del 2009;

sono stati frazionati gli importi delle forniture di fatto eludendo la legge sugli acquisti di beni e servizi, invitando tre ditte (da sospettare, se si fosse malfidati, un accordo fra gli stessi) per non ricorrere così a gare di evidenza pubblica;

sono stati elargiti contributi ad associazioni ed a Enti ecclesiastici (parrocchie) perché vicini ai Sindaci soci, con quale coerenza, rispetto allo scopo della società, che non siamo riusciti a cogliere;

sono stati elargiti incentivi non dovuti a dipendenti per parecchie decine di migliaia di euro;

sono stati acquistati attrezzi e autocompattatori usati, in pessime condizioni e quasi fuori uso (o fuori uso del tutto all’atto dell’acquisto?), tanto che alla data odierna sono stati già rottamati.

è stato affidato il servizio di recupero delle tariffe di igiene urbana alla Società “Maggioli Tributi” con previsione di un compenso di due milioni di euro. Su questo appalto sono stati emessi cinque Avvisi di Garanzia fra cui uno avente per soggetto il già citato Truglio;

sono stati frazionati gli appalti relativi ai lavori di costruzione del “Polo Tecnologico” di Castelvetrano, lavori per un importo complessivo di €. 7.667.558,48 (fondi U.E.). Ad alcuni appalti ha partecipato una sola ditta con ribassi d’asta irrisori ( 0,02 % – 0,15 %), coinvolgendo persino dirigenti dell’ex Agenzia Regionale Rifiuti e Acque di Palermo;

–        l’Amministratore Unico Avv. del Lavoro Truglio (per inciso legale del sindacato U.I.L.), dopo l’entrata in vigore delle leggi 2/2007 e 6/2009, ha proceduto, in contrasto con le citate leggi (che per la sua attività avrebbe dovuto conoscere a fondo), e senza un piano aziendale ad assunzioni di personale sia per mansioni amministrative che quali operatori ecologici per centinaia di unità, personale spesso riconducibile ad attivisti politici stranamente, per la storia gloriosa di questo partito, in massima parte vicini al Partito Democratico.

La stragrande maggioranza di queste assunzioni è avvenuta con contratto a tempo determinato che successivamente per intervenuta sentenza, si è dovuto trasformare in contratto a tempo indeterminato.

Spiccano fra i dipendenti amministrativi, il fratello del segretario del PD di Mazara del Vallo e addirittura il segretario politico del PD di Campobello di Mazara, nonché il Rag. Nicosia, socio in affari di Truglio, per alti meriti professionali (?) divenuto dirigente di Belice Ambiente. Tutti costoro sono stati assunti per sentenza emessa dall’Autorità Giudiziaria.

In verità tutte le assunzioni fatte dal Truglio a tempo determinato sono state riconosciute assolutamente illegittime dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Marsala, che ha dovuto accogliere i ricorsi, riammettendo in servizio tutti i ricorrenti già assunti a tempo determinato, trasformandolo in contratto a tempo indeterminato.

Dalla lettura delle sentenze si evince che il Giudice ha ritenuto “nulle” le clausole oppositive del termine.

Oltre ai vari contratti di lavoro subordinato a tempo determinato trasformati in contratto a tempo indeterminato, per violazione della disciplina di cui al Decreto Legislativo n. 368/2001, con riguardo ad alcune controversie, il Giudice del Lavoro ha ritenuto da convertire alcuni contratti di collaborazioni a progetto (perché privi di un effettivo progetto, ovvero perché i soggetti, nonostante il progetto, erano stati adibiti a mansioni diverse).

Ciò ha comportato l’incremento sproporzionato e non precisabile, in particolare di dipendenti amministrativi, tutti valorizzati con varie progressioni di carriera (anche se ad una lettura sicuramente superficiale dei curricula sembrerebbero essere semi-analfabeti)

La conseguenza realmente drammatica è che la dotazione organica è ben superiore alle reali esigenze della Società, con notevoli maggiori costi.

Una domanda ci sembra d’obbligo: è ipotizzabile una Class Action da parte dei consumatori, nei riguardi di tutti i soggetti interessati, per il conseguente incremento delle tariffe da loro sopportato? Secondo alcuni esperti da noi interpellati, ciò non solo è possibile, ma ha anche una notevole possibilità di successo!

Ai costi richiamati vanno aggiunti i costi conseguenti alle spese legali per la costituzione in difesa della Società, ovvero: spese di soccombenza, nei casi in cui la Società è stata già condannata in primo grado e spese per il ricorso al giudice di secondo grado.

Inoltre, nel caso di condanna della Società, vanno considerate le spese legali di controparte, il reinserimento del lavoratore e il riconoscimento di varie mensilità o livelli superiori, oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali (stimabili in circa €. 20.000,00 per dipendente).

Da un’attenta analisi dei fatti verificatesi, sembra essersi realizzato quello che è conosciuto come il “Progetto Macaddino” Sindaco di Mazara del Vallo dal 2004 al 2009 di professione sindacalista U.I.L. ovvero:

  • si creano posti di lavoro (quindi potenziali voti) aggirando le precise norme che vietano le assunzioni a tempo determinato,
  • il dipendente, dopo la chiusura del rapporto a tempo determinato ricorre contro il provvedimento per essere riassunto, affidando l’incarico ad un legale di fiducia che, casualmente spesso risultava essere un collaboratore dello studio Truglio,
  • la Belice Ambiente nominava casualmente un avvocato professionalmente vicino a Truglio ed infine,
  • il dipendente, casualmente, si iscriveva nel sindacato U.I.L. di Macaddino e Truglio.

Un fatto inoppugnabile: nel 2009 i sindacati rappresentanti dei lavoratori SIADEL, UGL, USCI, CGIL e CISL, tutti insieme hanno incassato trattenute per iscrizioni dei lavoratori al loro sindacato pari a €. 11.916,00, mentre la UIL da sola ha incassato €. 15.922,00.

Il meccanismo descritto ha creato ingenti danni erariali alla Soc. Belice Ambiente, società di capitale che, è bene non dimenticarlo, è stato sottoscritto dai Comuni, che gestisce soldi pubblici, ovvero soldi dei contribuenti, costretti a pagare con incrementi di tasse e tariffe una gestione fallimentare che oseremmo definire indegna di un paese civile.

È da presumere che tutto questo ed altro ancora si è verificato per il mancato controllo analogo dei Sindaci soci pro-tempore, i quali definivano la Belice Ambiente VIRTUOSA e che difendevano la virtuosità in ogni luogo e con ogni mezzo ( ci si deve chiedere: perché mai questo interesse?).

In particolare, pensiamo e lasciamo alla vostra valutazione che la responsabilità è da attribuire in primis ai Presidenti dell’Assemblea Intercomunale di Controllo nelle persone di

  • Avv. Vito Bonanno ex Sindaco di Gibellina I° Presidente difensore della gestione Truglio che così ebbe ad esprimersi “augurandosi che questa esperienza possa continuare a vivere nella nuova forma del Consorzio Comunale, dove i Sindaci continuano ad essere protagonisti, tutelando così l’esperienza Virtuosa”;
  • all’ex Sindaco Bonanno, il 27/02/2009 subentra il Dott. Gianni Pompeo (certamente un bravo medico) ma probabilmente inesperto ed incompetente quale Presidente dell’Assemblea Intercomunale di controllo. Tant’è che ha fatto la seguente osservazione “Meno male che è stato scelto Truglio che con umiltà ha saputo accettare un controllo analogo, che noi abbiamo esercitato e da quel momento io ho avuto la possibilità di essere corresponsabile nelle scelte, nei metodi, qualunque metodologia e qualunque provvedimento di spesa e me ne assumo in pieno tutta la responsabilità”.

Il Dott. Pompeo si è ricordato di dover esercitare il controllo analogo attraverso l’organo di controllo nell’Assemblea dei Soci della Belice Ambiente solamente in occasione dell’assemblea soci del 01/ aprile 2011. Forse troppo tardi? Ai destinatari della presente la valutazione.

  • Al medico Pompeo il 24/05/2010 subentra l’ex Sindaco di Partanna Giovanni Cuttone, il quale ci risulta aver sostenuto e condiviso le scelte del Truglio.

Questa allegra gestione ha fatto lievitare i costi con notevole aggravio della situazione economica-finanziaria della Società Belice Ambiente, costi che sono ricaduti e continueranno a ricadere sui cittadini.

Non si capisce perché ancora oggi resta impunito tanto abuso di potere e tanta pochezza professionale.

Ma anche l’attuale gestione ci sembra essere fuori controllo; infatti non è stata rinnovata l’Assemblea di Coordinamento Intercomunale dei Soci per il controllo analogo.

A nostro parere la gestione del Liquidatore rag. Lisma non è improntata al criterio di economicità e di efficienza, ma talvolta neppure a criteri di legalità (vedasi ad esempio il non rispetto della legge dello Stato 33/2013 sull’amministrazione trasparente)

Ciò ha cagionato una smodata lievitazione dei costi di esercizio.

Sembrerebbe che la gestione Lisma voglia rispecchiare le azioni e i criteri della precedente gestione Truglio. Ci chiediamo il perché di questa pervicace gestione: incompetenza, imperizia, altri interessi,…..?

Alla luce di tutto quanto sopra, non si comprende il comportamento dei Sindaci soci che, essendo venuti a conoscenza di compimenti di atti illeciti da parte dell’Amministratore di Belice Ambiente Avv. Truglio, hanno omesso di promuovere azione di responsabilità sociale dinanzi al Giudice civile ai sensi degli artt. 2392-2393 e 2403 C.C..

quali Gli stessi Sindaci, addirittura in sede di Assemblea Soci di maggio 2011 hanno votato contro la proposta avanzata dal Comune di Mazara del Vallo di espletare un’azione di responsabilità nei confronti dell’ex Amministratore Truglio, mentre l’illustre clinico Dott.Pompeo, lungimirante, si asteneva.

Tutto ciò premesso si invitano le autorità in indirizzo ad intraprendere, nell’interesse dei loro amministrati e per evitare di dover rispondere personalmente del danno erariale verificatosi, ogni azione di responsabilità nei confronti di:

  1. quanti hanno amministrato la Belice Ambiente S.p.A. ATO-TP2;
  2. tutti i sindaci soci che avevano l’obbligo del controllo analogo e che non l’hanno esercitato correttamente;
  3. i componenti dei collegi sindacali per il mancato controllo gestionale;
  4. i vertici dell’Agenzia Regionale Rifiuti e Acque che, sebbene a conoscenza dell’illegittimità degli atti richiamati, non sono mai intervenuti per porre un freno alla girandola di contributi regionali ed europei, concessi anche per una inesistente “virtuosità” vantata dalla società.

            Tanto per Vostra opportuna conoscenza.                

                                                                                                          Centro Studi “La Voce”

                                                                                   Il Presidente Geom. Girolamo Pipitone

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