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Regione, Cobas/Codir denuncia: “Sui lavoratori regionali solo imposture”

Regione, Cobas/Codir denuncia: “Sui lavoratori regionali solo imposture”
20 aprile
15:51 2015

Una lettera inviata ai direttori dei principali quotidiani dell’isola per denunciare l’aggressione subìta dai dipendenti regionali dalla politica e da alcuni “opinionisti” che – secondo il sindacato Cobas/Codir – rasentano la violazione dell’articolo 415 del codice penale istigando all’odio fra le classi sociali. La lettera ai direttori delle testate giornalistiche trae spunto da alcuni corsivi ospitati in questi giorni su “La Repubblica” e sul “Giornale di Sicilia” .

Una “grande bugia” su cui una parte della politica sembra volere ricostruire la propria verginità, con qualche opinionista che con toni diffamatori nei confronti dei lavoratori regionali, si esprime solo per “sentito dire”, scrivendo “articoli” basati solo su imposture e sul falso conclamato”, così i segretari generali del Cobas/Codir, Dario Matranga e Marcello Minio, definiscono il dibattito sviluppatosi in questi giorni sul tema dei tagli alle pensioni dei regionali. “Se chi sostiene che i dipendenti regionali della Regione Siciliana abbiano ancora dei privilegicontinuano Marcello Minio e Dario Matrangagiurasse di dire la verità ci troveremmo davanti a un evidente spergiuro. Anche per quanto riguarda la retribuzione dei lavoratori regionali l’informazione che queste siano superiori a quelle dello Stato è totalmente falsa e infondata, come è stato ampiamente dimostrato pure pubblicamente su qualche trasmissione televisiva nazionale domenicale. Per non tacere sui numeri dei dipendenti regionali additati ingiustamente di essere in troppi, non tenendo conto delle competenze “statali” della Regione Siciliana (mentre nessuno si scandalizza che comuni come quello di Roma abbiano più di 60mila dipendenti…). E’ evidente, invece, che ci troviamo davanti al risultato di un violento scontro politico in atto dentro il governo regionale in cui non mancano continui colpi bassi tra gli attori politici e in cui la vertenza sui regionali diventa solo un’ulteriore occasione di scontro per misurarsi demagogicamente davanti l’opinione pubblica al fine di dimostrare – ciascuno per la propria parte – di essere i primi della classe, il tutto sulla pelle dei lavoratori regionali additati ingiustamente come fruitori di privilegi del tutto oggi inesistenti. Ma la partita di questi giorni viene artatamente dirottata sul tema delle pensioni – concludono Matranga e Minio: oltre allo scontro all’interno della maggioranza c’è, infatti, il tentativo della politica di non avviare le vere riforme, di scaricare le loro colpe sul personale e di non portare avanti cambiamenti nella macchina amministrativa a incominciare dalla riclassificazione dei dipendenti che potrebbe consentire di ammodernare la macchina amministrativa; anche per questo il 29 aprile saremo in sciopero insieme a tutti gli altri sindacati, per tutelare i diritti e per ridare dignità giuridica a tutti i lavoratori regionali”.

Sul tema del sistema pensionistico dei lavoratori regionali il sindacato precisa chei dipendenti regionali sono distribuiti in due bacini previdenziali oggi identici allo Stato: “contratto 1” che comprende gli assunti prima del 1986 (circa 6.500 persone) che hanno un sistema “misto pro-rata” (retributivo sino al 2003, contributivo “statale” dal 1° gennaio 2004; “contratto 2” che comprende tutti gli assunti dopo il 1986 (circa 7.000 persone) cui viene applicato da sempre il sistema statale”. La segreteria del sindacato precisa comenel 2003, il sistema pensionistico dei dipendenti regionali del “contratto 1” sia stato già riformato abolendo da quel momento definitivamente il sistema retributivo, cosa che invece nello Stato è avvenuta, paradossalmente, per i dipendenti più anziani solo a partire dal 2011. La riforma che vorrebbe l’assessore all’Economia prevede, invece, per i dipendenti del “contratto 1” la cancellazione del “sistema misto pro-rata” e la cancellazione della parte pensionistica retributiva maturata sino al 31 dicembre 2003 trasformandola in contributiva”.

Testo integrale

Cobas/Codir

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