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L’Assostampa denuncia le gravi anomalie del Giornale di Sicilia. Chiesto l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti

L’Assostampa denuncia le gravi anomalie del Giornale di Sicilia. Chiesto l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti
12 maggio
19:19 2017

Con una nota a firma di Giovanni Ingoglia, segretario provinciale dell’Assostampa di Trapani, l’ASSOCIAZIONE SICILIANA DELLA STAMPA della SEZIONE DI TRAPANI, denuncia il protrarsi di gravi “anomalie” all’interno del Giornale di Sicilia.

 “Nei mesi scorsi – riporta la nota – avevamo denunciato le gravi anomalie riscontrate nella condotta del Giornale di Sicilia che, dopo avere messo in cassa integrazione a zero ore diversi colleghi contrattualizzati, aveva cercato di ingaggiare nuovi collaboratori (per la cronaca nera, giudiziaria, e sport) offrendo loro miseri compensi di 3 euro ad articolo. Il tentativo era poi fallito grazie al senso di responsabilità mostrato dai colleghi contattati, che si erano rifiutati di collaborare in segno di solidarietà con i giornalisti in cassa integrazione.

In queste settimane il Gsd è tornato a reiterare lo stesso comportamento che, questa volta, ha trovato sponda facile in alcuni colleghi che hanno invece accettato di collaborare, indipendentemente dal misero compenso.

La segreteria provinciale dell’Assostampa, che ha informato della vicenda i vertici regionali, ritiene che la condotta del Gds e quella dei nuovi collaboratori sia espressione di un mudus operandi che non solo non tiene conto ma anche contrasta con le regole normative e deontologiche che tutti dovrebbero rispettare. Per questo torna a condannare tali comportamenti e chiede un intervento dell’Ordine dei giornalisti, a cui spetta l’osservanza della deontologia professionale anche in materia di lavoro”.

I collaboratori del Gds sono pagati poco più di 3 euro ad articolo, qualsiasi sia l’argomento trattato e la lunghezza del testo, ad eccezione di alcuni giornalisti veterani, per i quali vale un vecchio contratto, e finiti in gran parte, in cassaintegrazione a zero ore. Retribuzioni, le prime, che potrebbero definirsi contrarie ai principi costituzionali e di dignità del lavoro e contrarie ai principi della Carta di Firenze.

 

 

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