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Partanna: il caso del dipendente “assenteista”. Il Comune paga gli arretrati e le spese legali

Partanna: il caso del dipendente “assenteista”. Il Comune paga gli arretrati e le spese legali
29 dicembre
12:03 2017

PARTANNA. Ammonta a 76.756,47 euro la cifra che il Comune di Partanna ha sborsato nei confronti di un dipendente licenziato negli anni passati per assenteismo. L’uomo, N. A., 64 anni, di Partanna, nel 2007 era stato segnalato ai Carabinieri di Partanna, con un esposto anonimo. Una segnalazione, che aveva fatto scattare delle indagini a carico dell’uomo, il quale sulla base dei servizi di osservazione diretta ad opera degli investigatori, era stato più volte sorpreso per una settimana “recarsi a casa propria, portandovi la spesa, le buste di acquisti effettuati, le compere di formaggi locali, entrando in abitazione e trattenendovisi dentro per intere mezzore, amabilmente conversando con i figli e facendo, come suol, gli affari propri durante l’orario di servizio, addirittura lasciando fuori in sosta la macchina del Comune, salvo prelevare la propria, uscire e poi far ritorno in casa”.

Dopo le indagini nei confronti dell’uomo vi fu un procedimento disciplinare sospeso nell’attesa del processo penale. Nel 2015, così come spiegato in un nostro precedente articolo,  il Comune di Partanna, decise di licenziare il dipendente, un licenziamento che in seguito era stato confermato dal Tribunale di Sciacca.

Immediato il ricorso in appello di Accardo, che si è avvalso dell’avvocato Gianni Caracci. Le regole antiassenteismo, infatti, integrate nel decreto Brunetta, che attuano la parte della delega sulla PA relativa al procedimento disciplinare e prevedono il licenziamento sono relativamente  recenti e non retroattive. Nel 2007 anno in cui avvenne il fatto, il licenziamento non era contemplato.  La Corte d’Appello di Palermo Accardo ha accettato così il ricorso stabilendo che il dipendente non poteva essere licenziato per assenteismo ma al massimo essere sospeso dal servizio per dieci giorni.

Il Comune di Partanna è stato così condannato a reintegrare il dipendente e corrispondergli lo spettante stipendio dal 2015 ad oggi, a cui si aggiungono gli interessi, i contributi e spese legali per un totale di circa 40 mila euro.

La somma, impegnata da corrispondere al dipendente è stata quantificata in  76.756,47 euro di cui 66.300,18 euro per retribuzione spettante dalla data del licenziamento al reintegro, comprensivi di oneri riflessi, 96,53 euro per interessi legali e 10.359,76 euro per spese di giudizio;

Il Comune si riserva di procedere alla liquidazione con successivo separato provvedimento riservandosi, in sede di liquidazione, di effettuare le compensazioni dovute con i crediti vantati dall’Ente nei confronti del dipendente;

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