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Salemi invoca San Francesco di Paola per chiedere la pioggia. Dopo 20 anni la processione

Salemi invoca San Francesco di Paola per chiedere la pioggia. Dopo 20 anni la processione
03 febbraio
15:54 2018

«Gesuzzu mio faciti cuntenti tuttu stu populu pinitenti. L’acqua servi pi campari li to criaturi aviti aiutari»,  

«Un cocciù d’acqua unn’ ha carutu, Santu Patri dunani aiutu» (Giuseppe Lodato)

Si può riassumere con questi due inni la devozione del Comitato di San Francesco di Paola di Salemi che stremata dalla persistente siccità ha deciso di ricorrere all’intercessione divina.

Mentre a Parigi le eccessive piogge degli ultimi giorni hanno provocato la piena dei principali fiumi, come la Senna e Marna e danni ingenti nell’entroterra, in Italia e soprattutto del meridione la situazione sembra sempre più degenerare arrecando conseguenti importanti problemi sulla popolazione, sull’agricoltura o sull’industria.

In questi momenti di difficoltà spesso ci si rifugia nella fede, cercando in quest’ultima un aiuto. Una pratica, antica quella della processione “pluviale”, presente in tutto il mondo e a cui ci si aggrappa chiedendo in extremis la grazia divina e la protezione dei campi.

Mercoledì 7 febbraio il Comitato, in una processione propiziatrice della pioggia, porterà il simulacro di San Francesco di Paola dal suo Santuario sito nell’omonimo quartiere detto del “Santo Padre” fino alla del Santissimo Crocifisso di Piazza Riformati, all’interno della quale, all’arrivo del Santo, alle 18 circa sarà celebrata la Santa Messa in suo onore. La processione come spiega lo stesso Comitato ha la funzione di  chiedere al Santo protettore piogge abbondanti, che ridiano linfa ai terreni ormai secchi e aridi.

A cause del caldo torrido di questa estate e della mancanza di piogge, nella sola provincia di Trapani sono stati stimati danni in agricoltura per  154 milioni di euro. Una situazione disastrosa per gli agricoltori che ha portato a fine 2017 il governo regionale ad avviare l’iter per il risarcimento (almeno parziale) dei danni subiti dall’agricoltura siciliana per la quale non dimentichiamo era stato proclamato lo «stato di calamità naturale»

Già dalla fine dello scorso anno, a causa dell’assenza di perturbazioni organizzate, la siccità si è “dilagata” in buona parte del territorio, e con l’arrivo del 2018 le cose non sono di certo migliorate. La Confagricoltura ha fatto presente che le colture orticole e frutticole devono essere continuamente irrigate, facendo crescere il fabbisogno idrico e determinando pesanti aggravi dei costi di produzione. Aumenta poi la preoccupazione per l’assottigliarsi delle risorse idriche; addirittura a Palermo, se le condizioni metereologiche non dovessero cambiare, rimangono solo 60 giorni di autonomia.

Il Santo secondo l’antico rituale, resterà nella Chiesa del Santissimo Crocifisso fino a grazia avvenuta.

Proprio a San Francesco di Paola si attribuiscono numerosi prodigi con l’acqua, tra questi si annovera quello avvenuto durante la costruzione del santuario di San Francesco a Paola quando fece sgorgare una fonte con un tocco del bastone, per dissetare gli operai, oggi è chiamata “l’acqua della cucchiarella”, perché i pellegrini usano attingerne con un cucchiaio.

In attesa della corteo religioso di mercoledì i fedeli e i pellegrini, possono partecipare alla messa nella Chiesa del Santo lunedì 5 febbraio, martedì 6 febbraio e mercoledì 7 febbraio alle ore 9,30, 10,30 e alle 17.

“Stu viaggio a lu Signuri, lu Santu Patri lu fa pi amuri,

diasianu acqua li figghi toi, accuntentali si tu voi” (G.Lodato)

Valentina Mirto

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