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Salemi. Organizzato il «Percorso della memoria: Viaggio verso la Salemi che fu»

Salemi. Organizzato il «Percorso della memoria: Viaggio verso la Salemi che fu»
15 Marzo
17:04 2018

Domenica 18 marzo, il Circolo Legambiente Valle del Belice, insieme alle associazione Cirsei, Gruppo archeologico Xaipe e Spazio Libero Onlus, con il patrocinio del Comune di Salemi, ha organizzato il «Percorso della memoria: Viaggio verso la Salemi che fu». La manifestazione, che fa parte del calendario di tutte le iniziative programmate, durante l’arco dell’anno, in memoria del 50° anniversario del terremoto nel Belice, verrà svolto in occasione della festa di San Giuseppe. La giornata sarà dedicata a riscoprire quei quartieri, che si trovano ormai in uno stato di quasi totale abbandono, colpiti dal sisma e quasi del tutto disabitati. Alle 9.00 del mattino è previsto il raduno davanti il Santuario di San Francesco di Paola, quello che era una volta uno quartieri più abitati e popolati di Salemi, e da lì partirà l’itinerario che vedrà i partecipanti salire in parte fino alla Catena (il cui passaggio è bloccato per la presenza di cantieri aperti, per la ristrutturazione della strada), per poi deviare e raggiungere la Giudecca, l’antico quartiere ebraico del paese (qui ci si soffermerà ad ammirare i diversi stili in cui erano costruite le case di chi vi risiedeva, rispetto agli altri quartieri). A questo punto si proseguirà in direzione della Chiesa della Misericordia, aperta per l’occasione (dato che la domenica è usualmente chiusa), dopo di che si accederà a quello che è il percorso classico, eseguito abitualmente durante la festa di San Giuseppe. Verranno visitati quindi gli altari principali che si organizzano a Salemi, concludendo il tutto con la «Cena dei Santi» svolta alle 12:00 dello stesso giorno, presso l’ex Chiesa Madre, e non il 19 marzo come di consueto. Ai partecipanti, a cui verrà chiesto un contributo simbolico di un euro, durante l’escursione verranno donati dei gadget. L’obiettivo alla base del percorso organizzato dalle suddette associazioni è quello di constatare lo stato non solo dei quartieri, ma anche delle chiese presenti, per conoscere i vari interventi attuati per cercare di mantenere in piedi ciò che è stato distrutto dal terremoto, sottolineando sia gli aspetti negativi che positivi della ristrutturazione. «Potrebbe essere questo un modo per accendere i riflettori su questo annoso problema, accelerando, o in alcuni casi, cominciando un nuovo percorso di restauro».

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