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Un francobollo per commemorare il 50° anniversario del terremoto della Valle del Belìce. La cerimonia a Partanna

Un francobollo per commemorare il 50° anniversario del terremoto della Valle del Belìce. La cerimonia a Partanna
17 Maggio
13:00 2018

E’ stato presentato ufficialmente nelle Scuderie del Castello Grifeo di Partanna il francobollo per commemorare il 50° anniversario del terremoto della Valle del Belìce, emesso dal Ministero dello Sviluppo economico e distribuito da Poste Italiane. Alla cerimonia sono intervenuti i sindaci della Valle del Belìce e i dirigenti di Poste Italiane. Il Francobollo che ha valore di € 0,95 è stato realizzato dalla bozzettista Tiziana Trinca, del Poligrafico dello Stato, ed è accompagnato da un testo redatto dal critico d’arte e assessore alla cultura del Comune di Gibellina Tanino.

Presente il Vicesindaco Daniela Giordano, di cui riportiamo parte del suo intervento alla Cerimonia. “ Il nome di Gibellina oggi trova il giusto riconoscimento nel mondo della cultura e dell’arte grazie al contributo e alle opere degli uomini di cultura e degli artisti, per i quali ha preso l’avvio il cammino di ricostruzione e di rinascita di Gibellina, ma grazie soprattutto alla lungimiranza di chi ha fortemente creduto e voluto ciò: Ludovico Corrao ”. L’emissione di questo francobollo trova la sua giusta collocazione all’interno delle iniziative di commemorazione nel 50° anniversario del sisma, pensate quali occasione per narrare e valorizzare la millenaria storia della Valle del Belìce, poichè di essa si vuole celebrare e sancire la bellezza, attraverso la riproduzione grafica della Stella di Gibellina realizzata dal maestro Pietro Consagra.

Nel francobollo l’Opera d’arte, sapientemente descritta da Tanino Bonifacio, assessore alla cultura di Gibellina, diventa “Stele della memoria viva, che separa un prima e un dopo terremoto”: prima le case dell’antica Valle, poi i segni del dramma nei ruderi e nelle pietre. La Stella di Pietro Consagra, oggi più che mai è la Porta del Belìce, che si apre a luoghi che custodiscono le tracce di un popolo che rinasce nel segno della bellezza naturale e culturale. Essa, nel francobollo commemorativo, diventa luce che illumina la strada di chi sa rinascere dalle proprie macerie, non si piega ad esse, ma su di esse ricostruisce la propria storia e la propria identità. In un giorno così tanto significativo come quello di oggi, la città di Gibellina, attraverso la sua opera più rappresentativa, consacra la Valle del Belìce quale terra che semina e custodisce l’imperituro seme della Bellezza”.

 

 

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