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Non c’è lavoro? Al G55 gli stagisti Antemar si preparano nel campo dell’informatica

Non c’è lavoro? Al G55 gli stagisti Antemar si preparano nel campo dell’informatica
19 Luglio
17:22 2019

Perché un giovane dovrebbe iscriversi ad un corso di formazione nel campo dell’informatica? E’ questa la domanda che abbiamo posto a un gruppo di corsisti dell’ente Antemar di Trapani, per il corso “Operatore informatico – Dispositivi e reti”, che stanno svolgendo il loro stage presso il G55 Coworking e Fablab del comune di Partanna. Per una parte di loro, “l’informatica è una passione”, per altri “un insieme di conoscenze per completare il loro curriculum”.

“Non c’è lavoro perché molte professioni a cui pensiamo sono sature – afferma Francesco, uno dei corsisti -. Non possiamo essere tutti cuochi, baristi o camerieri. Si crea un block out e si gioca sul prezzo, in una battaglia al ribasso. I ragazzi si scoraggiano e restano a casa. (n.d.R. si tratta dei cosiddetti Neet, acronimo che significa Not in Education, Employment or Training, e indica la parte dei giovani che non studiano e non lavorano). Così si crea questo cane che si morde la coda, mentre arriva l’informatizzazione. E chi inizierà a lavorare, sarà chi avrà le giuste conoscenze specifiche, specializzazioni, come nel modello americano. “

Le parole di chi vive l’immobilismo del sistema sulla propria pelle, colpiscono, anche se “In Italia, l’informatizzazione sta arrivando”. E’ estremamente disarmante il quadro che viene fuori dai loro discorsi. Un quadro di una generazione di nativi digitali, impegnati nella corsa alla collezione di attestati, studenti universitari , diplomati con ottimi voti, che pensano a concorsi a cui porsi con “una formazione più completa”. I ragazzi non immaginavano che esistesse una struttura come il G55: “Con lo stage abbiamo acquisito delle conoscenze in più” raccontano.

“Oggi un giovane ha delle conoscenze e competenze, ha gli stessi strumenti di un ragazzino di 10 anni, che cerca su Google. C’è un grosso divario però.”- afferma Enrico – “In Italia, purtroppo non interessa se sai le cose. Potresti avere il cosiddetto foglio di carta. Potresti dire di essere diventato un ingegnere aerospaziale, ma se di fatto non sai farlo, nella pratica a cosa serve?”.

 

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