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Partanna: Mozione Consiliare per l’istituzione del Bilancio Partecipativo e Trasparente

Partanna: Mozione Consiliare per l’istituzione del Bilancio Partecipativo e Trasparente
11 marzo
23:14 2014
o piano rametta giovanni

Giovanni Lo Piano Rametta

Pubblichiamo la mozione del consigliere Lo Piano Rametta riguardante l’istituzione del Bilancio Partecipativo e Trasparente:

Negli ultimi anni le aree urbane si sono accreditate agli occhi della società civile come i luoghi privilegiati di produzione di nuovi modi di governare, di nuove forme di democrazia e di relazione tra cittadini e istituzioni, di nuove politiche di sviluppo sostenibile.

La dimensione locale è percepita dalle persone come lo spazio dei diritti della cittadinanza, dove è possibile la costruzione di un modello di welfare basato sul principio della partecipazione dei cittadini al governo del territorio e sulla convinzione che il benessere di una comunità rappresenta un interesse e un impegno collettivo, e non una responsabilità esclusiva dell’amministrazione.

 

I CONSIGLIERI COMUNALI

 PREMESSO CHE:

−     Il Bilancio Partecipativo è un procedimento attraverso il quale la cittadinanza, in un ambito predefinito, contribuisce a stabilire le modalità di assegnazione di una parte delle risorse economiche a disposizione dell’ente.

−     Si tratta di una pratica di governo che favorisce la partecipazione diretta dei cittadini alla vita del proprio territorio, consentendo loro di proporre in quali settori e con quali modalità investire parte dei fondi a disposizione del Comune, il quale si impegna a recepire nel bilancio di previsione dell’anno successivo e conseguentemente a realizzare parte delle proposte;

−     I cittadini non solo riescono ad articolare una vasta gamma di proposte e progetti fattibili e finanziabili, ma possono anche indicare possibilità di risparmio e di spesa pubblica più intelligente.

−     Inoltre, con un bilancio partecipativo, l’amministrazione si obbliga anche di spiegare meglio il suo bilancio e le sue strategie di investimento.

−     Il Comune nelle sue scelte finanziarie è tenuto ad orientarsi maggiormente secondo le preferenze espresse dai cittadini.

Si definiscono i quattro modelli possibili di Bilancio Partecipativo:

  • Partecipazione Integrata – (I cittadini propongono i progetti e definiscono le priorità degli stessi).
  • Guida illuminata – (L’Amministrazione propone i progetti e definisce le priorità degli stessi).
  • Innovazione dal basso – (I cittadini propongono i progetti e l’Amministrazione definisce le priorità degli stessi).
  • Partecipazione guidata – (L’Amministrazione individua le tematiche e le risorse disponibili e i cittadini votano le priorità degli stessi).

      In sintesi i principali obiettivi del Bilancio Partecipativo sono:

  • facilitare il confronto e la determinazione di scelte e decisioni condivise;
  • rispondere, in modo più efficace, alle richieste di una società sempre più complessa;
  • ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini;
  • migliorare equilibrio tra bisogni da soddisfare e risorse limitate;
  • coinvolgimento dei cittadini nel processo di costruzione del bilancio di previsione come strumento efficace di gestione pubblica;
  • RITENUTO CHE, il modello di bilancio partecipativo attuabile per Partanna può essere realizzato mediante suddivisione della pianta in quattro circoscrizioni come di seguito esposto:

 mozione lo piano

Il sindaco dopo aver diviso la città in quattro aree invierà una lettera di invito per ogni  circoscrizione riunendo i cittadini in assemblee.

 

CICLO DEL BILANCIO PARTECIPATIVO

Quando parliamo di “ciclo” intendiamo un modello ideale per lo svolgimento dei passaggi che nell’arco di un anno portano la cittadinanza a esprimersi sulla destinazione di una parte di bilancio comunale;

APPLICAZIONE

Tale sequenza si svolge in tre momenti:

mozione lo piano

 

EMERSIONE DEL BISOGNO ( aprile-luglio)

Campagne comunicative

Anche l’aspetto comunicativo ha un’importanza non secondaria dei processi di partecipazione. Si potrebbe sostenere che una delle principali cause della diffidenza che comunemente i cittadini riservano alle pubbliche amministrazioni sia proprio il tipico linguaggio burocratico che, utilizzato per le comunicazioni pubbliche, genera soltanto incomprensione. Semplicità e chiarezza (distribuzione di apposito depliant informativo a domicilio) dovranno quindi essere i codici comunicativi utilizzati nei confronti dei cittadini.

Sarà inoltre cura dell’amministrazione promuovere questi incontri mediante campagne stampa rivolte ai giornali, radio, social network, sito del comune.

Infine, di notevole importanza, affiancare una pratica di comunicazione più tradizionale, cartacea, con distribuzione porta a porta e affissione.

Assemblee di circoscrizione

Sono il principale luogo di emersione dei bisogni della cittadinanza.

Le circoscrizioni (quartieri) identificano micro-comunità che si sono formate parallelamente allo sviluppo urbanistico. Gli abitanti di queste circoscrizioni condividono lo stesso tipo di problematiche legate alla morfologia urbana e alla carenza di servizi nello stesso quartiere.

Analisi questionari

Elaborazioni dei dati raccolti e sintesi su grafici al fine di definire per macro-aree le classi di bisogno che la comunità locale ha espresso nei diversi ambiti (cultura, ambiente, servizi sociali, urbanistica ecc.).

Il questionario è un indicatore che aiuta gli operatori a comprendere la percezione diffusa della sperimentazione in corso e a valutare il livello di partecipazione raggiunto (importante anche la distribuzione del questionario durante le assemblee di circoscrizione).

Creazione griglia priorità

Sarà lo strumento con cui sistematizzare gli elementi emersi nelle assemblee di area  e con cui si costituiranno i tavoli di concertazione.

Si realizzerà una griglia di raccolta dati aperta e flessibile, ma con la precisa funzione di orientare il piano operativo dal generale al particolare.

I dati che vengono acquisiti valgono come binari entro cui la compilazione dettagliata si compie per tappe successive. Inizialmente raccoglierà le indicazioni provenienti dai questionari volte a identificare le macro-aree di intervento ( per macro-aree si intendono classi di bisogno generali, quali: ambiente, servizi, infrastrutture, cultura).

Partendo da queste indicazioni, durante le assemblee di circoscrizioni, si andranno a identificare le vere e proprie priorità, cercando di associare ad ognuna di esse un nucleo di cittadini che siano disposti a responsabilizzarsi e un profilo dei soggetti coinvolgibili per la composizione dei TTP.

Tavoli di Progettazione Partecipata (TPP)

Sono i luoghi dove si sperimenta la costruzione partecipata delle risposte alle priorità individuate nella fase di emersione del bisogno.

Ai tavoli partecipano i cittadini che promuovono il progetto: tecnici comunali, protagonisti dei vari progetti tematici di partecipazione e tutti gli attori del sistema dei servizi sociale pubblico e del privato sociale, coinvolti e coinvolgibili a livello territoriale.

Fine di questi tavoli è affrontare in maniera progettuale il problema della fattibilità delle proposte evidenziate nella griglia delle priorità, arrivando a compilare un Piano Operativo completo in tutte le sue parti per ogni progetto che l’Ente dovrà approvare.

Circolazione interna e verifica griglia

Fase di circolazione interna all’ente. È necessario un primo riscontro <<preventivo>> negli ambiti competenti, sulla praticabilità delle proposte che potrebbero emergere all’interno delle macro-aree individuate.

 

COSTRUZIONE DEL PIANO OPERATIVO DI RISPOSTA(settembre-dicembre)

Analisi e progettazione

Attivazione dei tavoli di progettazione partecipata al fine di definire, in coerenza con le indicazioni della fase precedente, un piano di risposte ai bisogni emersi da attivare e potenziare. L’obiettivo è trasformare ogni priorità in una traccia di Piano Operativo.

Concertazione

I progetti costruiti nella fase di analisi e progettazione affrontano il problema centrale delle risorse, vengono confrontati con la politica delle entrate e delle uscite definita dall’amministrazione comunale e contrattati con il sistema dei servizi socio-sanitari, pubblici e del privato sociale. Obiettivo in questa fase è la definizione delle risorse necessarie alla concretizzazione di ogni progetto.

Assemblee di circoscrizione

I Piani Operativi che rientrano nei criteri di fattibilità tornano al vaglio delle assemblee di circoscrizione che selezionano i progetti.

 

CONSUNTIVO ( gennaio-febbraio)

Relazione consuntiva

L’amministrazione redige una relazione consuntiva pubblica per l’anno trascorso, indicando quali progetti troveranno immediata attuazione, quali vengono posposti all’anno successivo e quali avanzano al livello degli indirizzi condivisi, motivando le scelte e gli eventuali casi di rifiuto.

Assemblea municipale (assemblea popolare)

La relazione viene presentata e discussa pubblicamente in un’assemblea municipale, alla presenza del Consiglio Comunale della Giunta. Seguono la discussione e le modifiche al regolamento, e poi la definizione delle priorità che slittano sul piano degli indirizzi condivisi.

 

VISTO

–   L’articolo 3 della Costituzione;

–   L’articolo 8 del decreto legislativo 18 agosto del 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.

–   il Dlgs 33/2013, art.1 comma 2- “La trasparenza concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione. Essa è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di un amministrazione aperta, al servizio del cittadino. La massima trasparenza consente inoltre ai Consiglieri Comunali un pieno e più agevole esercizio del loro mandato;

 

EVIDENZIATO CHE:

Nel programma elettorale è espressione del sindaco adottare e realizzare il Bilancio Sociale, uno strumento che avvicina a sua volta il cittadino alle istituzioni permettendogli anche di contribuire al miglioramento delle attività. “La nostra amministrazione redigerà il bilancio sociale per “dar conto” alla cittadinanza del nostro modo di operare e delle risposte offerte”.

 

TUTTO CIÒ PREMESSO

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA SINDACO E GIUNTA A:

promuovere un regolamento, in tempi utili per il prossimo bilancio di previsione 2015, ed intraprendere un’azione politico-amministrativa reale e concreta atta a deliberare l’introduzione, in forma sperimentale, dello strumento democratico del “Bilancio Partecipativo” nei modi sopra indicati o con le modalità che Codesto Esecutivo riterrà più opportuno adottare per una completa ed efficace realizzazione del progetto di decentramento amministrativo oggetto della presente trattazione.

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