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Partanna: Mozione del M5S “Obiettivo rifiuti zero”

Partanna: Mozione del M5S “Obiettivo rifiuti zero”
11 novembre
15:24 2014
de benedetti anna maria

Il Consigliere Comunale Anna Maria De Benedetti

Pubblichiamo la mozione “Obiettivo rifiuti zero” presentata dal Consigliere Comunale del M5S di Partanna, Anna Maria De Benedetti.

La sottoscritta Anna Maria De Benedetti, consigliere comunale eletta nella lista del Movimento 5 Stelle,

VISTO   l’art.198 d.l. 152/06 che attribuiscono ai comuni la gestione dei rifiuti con servizio di raccolta, trasporto e smaltimento

CONSIDERATA   la necessità di salvaguardare l’ambiente attraverso la riduzione dei rifiuti e l’incremento della raccolta differenziata puntando sul “porta a porta” e su di una “filiera”
impiantistica” volta a massimizzare i recuperi di materiali e minimizzare gli smaltimenti

VISTO    che uno degli obiettivi principali della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, risulta essere il perseguimento di azioni mirate alla riduzione della produzione dei rifiuti

CONSTATATO   che a livello nazionale e internazionale molte città hanno assunto il percorso verso “rifiuti zero”

CHIEDE

All’Amministrazione Comunale di aderire ed intraprendere il percorso “Obiettivo Rifiuti Zero” attraverso i seguenti passi (o metodi):

-separazione dei rifiuti alla fonte;

-raccolta porta a porta differenziata;

-isole ecologiche;

-riciclaggio;

-riduzione dei rifiuti;

-riuso e riparazione;

-compostaggio;

-dissipatore tritarifiuti;

-tariffazione puntuale basata sull’effettiva produzione di rifiuti domestici e non;

-centri di ricerca e riprogettazione;

-azzeramento rifiuti;

-conferimento elettronico con tessere magnetiche.

Si deve cambiare il vecchio modello per far si che i rifiuti siano vere risorse da recuperare.

Si dovranno creare centri di recupero eco-mobili zonali e isole ecologiche dove il conferimento dei beni da riciclare si effettuerà attraverso tessere magnetiche, stabilendo un sistema tariffario sulla quantità dei prodotti sulla base del principio “chi meno produce e più differenzia meno paga“.

Si dovrà incentivare la diffusione sia della cultura del compostaggio umido domestico per le abitazioni con giardino sia per la creazione di un impianto per la trasformazione dell’umido in concime per l’utilizzo locale o la vendita dell’eccesso.

Sarebbe opportuno realizzare un centro comunale per la riparazione e il riuso, dove i beni durevoli e imballaggi possano essere riammessi nei cicli di utilizzo ricorrendo all’apporto di cooperative sociali.

Si potranno creare impianti a bassa tecnologia individuati secondo la strategia di rifiuti zero permettendo la nascita di aziende locali e nuovi posti di lavoro.

Si dovranno perseguire progetti e iniziative anche da parte del Comune, volte a favorire nuovi stili di vita nella comunità locale, prodotti alla spina, distributori di latte, acqua, ecc….

Occorrerebbe alla fine istituire un osservatorio che abbia il compito di monitorare il percorso verso “Rifiuti Zero” indicando criticità e soluzioni per rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi anche alla luce dell’evolversi del quadro nazionale ed internazionale.

 

 

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