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Diario delle mie letture, Partanna 30/12/2014

Diario delle mie letture, Partanna 30/12/2014
30 Dicembre
17:08 2014

Partanna …

Quando capita di entrare in una libreria di questi tempi anche il lettore più accorto rischia di perdersi, di trovarsi in difficoltà nella scelta del libro e ciò non dipende dalla dimensione della libreria sia che ci troviamo all’interno della Feltrinelli di Palermo o in mezzo agli scaffali del negozio di Giovanni Tigri a Partanna, la domanda è la stessa: cosa comprare? Uno dei presupposti di chi decide di comprare un libro per leggerlo o regalarlo consiste nel fatto che i soldi impiegati in questa spesa non vanno sprecati, dunque il libro da scegliere deve necessariamente essere un capolavoro. Ecco che il più delle volte partendo da questo principio becchiamo la fregatura. Le più grandi case editrici lo sanno e lavorano per tutto il tempo su questo aspetto, seguendo quasi sempre la logica del profitto. Tutto il tempo e le energie sono sprecate nella ricerca e nella costruzione del cosiddetto bestseller. Il povero lettore, specie se inesperto, dopo un po’ che si aggira in mezzo agli scaffali si arrende e sceglie il bestseller di turno, ce ne è sempre uno pronto per l’occasione in ogni periodo dell’anno ed è nella maggior parte dei casi un brutto libro. Allora il consiglio è di non avere fretta, di allontanarsi dai punti strategici in cui vengono collocati questi libri, di prendere in mano i libri, sfogliarne le pagine, leggere la quarta di copertina o come mi capita più spesso di fare leggere le brevi citazioni che quasi sempre accompagnano l’inizio di un libro, più sono belle e sconosciute più la lettura si prospetta interessante. Leggere è come un viaggio alla scoperta di una città nuova dove vi può capitare di perdervi, di non sapere dove trovarvi e improvvisamente sbucare su una splendida piazza o al cospetto di un incantevole monumento.

elena_ferrante_l_amica_genialeA me questa cosa è successa con i libri di questa misteriosa scrittrice di cui vi parlerò questa volta, Elena Ferrante. Di lei non si sa nulla, è uno pseudonimo e a dispetto del nome femminile potrebbe essere un uomo. I suoi romanzi sono ambientati in genere a Napoli ma alcuni critici non escludono l’idea che l’autore possa vivere in un’altra città persino nel nord d’Italia. Pubblica per una piccola casa editrice e/o e dai suoi libri sono stati tratti importanti film come “L’amore molesto” di Mario Martone. Il testo che ho appena finito di leggere si intitola “L’amica geniale (nella foto a destra la copertina) ed in realtà è una tetralogia, quattro romanzi dedicati alle vicende di due amiche, cresciute in un quartiere marginale di Napoli, idealmente separato dalla città da un tunnel stradale, l’attraversamento del quale è la prima straordinaria esperienza delle due piccole scugnizze napoletane. L’ambientazione iniziale ritrae il degrado dei quartieri periferici di Napoli tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta, dove si affacciano i primi germi del degrado e della malavita. Sono sempre più convinto che dovremmo in qualche modo invogliare i nostri figli a leggere libri come questo, perché sta accadendo un fenomeno strano, l’editoria per ragazzi e adolescenti registra grandi vendite, anche grazie alla consapevolezza dei genitori dell’importanza che i libri hanno sulla formazione dei ragazzi. Purtroppo a questo nuovo impulso verso la lettura non sempre corrisponde la scelta positiva dei titoli, permettiamo infatti che nostri figli divorino migliaia di pagine dedicate a saghe pseudo fantascientifiche costruite per attrarre la fervida fantasia degli adolescenti che non lasciano alla fine, ma non sempre, che il comodo ma stantio sapore del lieto fine. La storia delle amiche geniali di Elena Ferrante vale la pena di leggerla attraverso i quattro romanzi che la compongono. In questo modo ripercorriamo la storia di una città drammatica ma bellissima come Napoli, la storia complicata e difficile di una nazione come l’Italia, attraverso gli stenti degli anni cinquanta, il boom economico degli anni sessanta, il terrorismo e lo scontro sociale degli ottanta per concludere con i tempi sommessi che stiamo vivendo.

Vincenzo Piccione

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