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Magistrale di Partanna Closed

Magistrale di Partanna Closed
05 maggio
19:14 2015

Non succedeva da tempo, i lavoratori della scuola in massa hanno aderito allo sciopero nazionale indetto da tutte le sigle sindacali contro la Buona Scuola del ministro Giannini e del presidente del consiglio Renzi. A giudicare dalla massiccia partecipazione degli insegnanti di ogni ordine e grado la “Buona Scuola” di Renzi si prospetta agli occhi dei lavoratori della scuola un disastro!

Hanno partecipato proprio tutti, docenti, personale ata e tecnici di laboratorio. Chi per caso stamattina fosse passato per viale Gramsci a Partanna, dove si trovano momentaneamente collocati tutti gli indirizzi di studio dell’Istituto Magistrale, avrebbe assistito ad una scena surreale. Cancelli chiusi perché i bidelli non c’erano ad aprire i locali della scuola come succede ogni mattina da sempre, perché hanno voluto protestare duramente contro la gravità di certi progetti ministeriali sulla scuola che niente hanno a che fare con il vocabolo Riforma. Tacitamente, senza bisogno di tante assemblee sindacali o discussioni inutili ci ritroviamo tutti quanti, lavoratori della scuola a dire un NO netto contro chi furbescamente vuole metterci contro l’uno con l’altro, il docente contro il bidello, il bidello contro l’applicato di segreteria,il personale di ruolo contro i precari. E poi finiamola di dire che siamo stati interpellati perché non è vero, meglio è vero solo agli occhi di chi pensa che la democrazia si possa fare a colpi di slogan bruttissimi come “La buona Scuola” ,offensivi nei confronti di lavoratori e istituzioni che da sempre rappresentano il lato buono dello stato italiano. Se Renzi vuole fare la buona scuola noi siamo la brutta scuola, sporca e arrabbiata che da sempre tira la cinghia, che da tempo immemorabile ha un contratto non rinnovato, una categoria fondamentale per lo sviluppo del paese che prende stipendi che nel migliore dei casi sono un terzo dei nostri pari colleghi in Europa che per questo riscuotono ancora rispetto e consenso da parte dei genitori e della società. Non li vogliamo i cinquecento euro una tantum per i nostri bisogni culturali perché i computers, i libri, i corsi di aggiornamento ce li siamo pagati con i nostri soldi facendo quasi sempre dei sacrifici per stare a pari passo dei tempi. Ma cosa pensano che gli insegnanti sono degli allocchi? Infatti è una ciambella avvelenata che nasconde alcune gravi provvedimenti che stravolgerebbero il volto della scuola: il ruolo del dirigente scolastico, le sovvenzioni alle scuole private, l’assunzione dei precari.

Intanto tutti protestiamo ed è un grande esempio di democrazia e bene farebbe il ministro e il presidente del consiglio ad ascoltare il malumore di così tanti lavoratori!

Vincenzo Piccione

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