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Stefano Cascio: “Vi racconto il mio viaggio in Terra Santa”

Stefano Cascio: “Vi racconto il mio viaggio in Terra Santa”
15 giugno
11:21 2015

Cascio 2Ennesima avventura per Stefano Cascio, l’ingegnere partannese di 65 anni appassionato di viaggi, natura e trekking. Cascio, dopo aver effettuato l’anno scorso il Cammino di Santiago, questa volta ha visitato i luoghi della Terra Santa, situati in Israele e Palestina, percorrendo la parte finale della via Francigena, un sistema viario che attraversa i luoghi principali, simbolo del Cristianesimo: Roma, Santiago de Compostela. “La mia esperienzaci racconta “ha avuto inizio a Nazaret, nella bassa Galilea, terra ricca di suggestioni, dove si trova la Basilica dell’Annunciazione, ed è proseguita verso Tiberiade, sul mar di Galilea, passando per Cana (Kfar- Kana) dove è possibile visitare la chiesa costruita sul luogo dove, secondo la tradizione, Gesù trasformò l’acqua in vino (The Wedding Church) e Cafarnao, la città di Gesù. Con trasferimento in pullman, successivamente, mi sono recato da Tiberiade a Gerico (probabilmente la città più antica al mondo, in Cisgiordania, a circa 240m al di sotto del livello del mare) da dove, ho ripreso poi il mio cammino, andando in direzione di Gerusalemme ed attraversando il Wadi Qalt, una valle desertica, che attraversa la Giudea, dove si trova il monastero greco-ortodosso, di San Giorgio e la sinagoga più antica del mondo. A Gerusalemme, ho visto il muro del pianto, con la zona riservata alle donne, la via Crucis, il monte degli Ulivi e tutti gli altri luoghi che fanno di questa parte del mondo una meta di pellegrinaggio senza fine, ma ho incontrato anche molti “mercanti nel tempio”, ed incamminandomi lungo le vie della città vecchia, ho assaporato l’hummus o le felafel nel quartiere armeno, mentre nella Gerusalemme occidentalizzata ho visto i ragazzi, che nelle ore serali, affollano i tanti locali e pub presenti. Sono stato poi a Nazaret, in Cisgiordania, città separata da Israele, da un muro di cemento, dove il passaggio tra la Palestina e Israele, non è sempre aperto e si osservano spesso, lunghe file di povera gente, che aspetta, sotto il sole cocente, prima di poter attraversare liberamente. Ho incontrato lungo il mio percorso, tanti frati e suore ma anche laici,   come i ragazzi di mondo X, sul Monte Tabor, che ospitano i pellegrini, animati da pace e sentimenti di vera accoglienza; inoltre, non potrò dimenticare mai l’esperienza vissuta a San Saba, un monastero in bilico fra gli strapiombi dove si giunge, soltanto dopo molte ore di cammino, attraversando una gola desertica e dove i monaci greci, di rito ortodosso, si affrettano ad accoglierti, offrendoti acqua fresca, biscotti e caffè insieme ad una cartolina, che raffigura il loro monastero. Tutto quello che ho visto e vissuto, visitando questi luoghi, fanno di questa terra, un luogo pieno di contrasti ma al contempo dalle forti atmosfere religiose, che ti attraggono e ti fanno sentire senza dubbio, uomo tra fratelli”.

(Nelle foto: Stefano Cascio durante il suo viaggio)

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