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Partanna, un sole cocente e un orizzonte politico ancora annebbiato

Partanna, un sole cocente e un orizzonte politico ancora annebbiato
27 giugno
13:58 2017

PARTANNA. Anche a Partanna è arrivato il gran caldo. Sotto il sole cocente di queste giornate di fine giugno in paese si discute del più e del meno; d’altra parte l’afa favorisce ritmi lenti e il periodo non è quello più adatto per prendere grandi iniziative.

Eppure è proprio in questi giorni che qualcosa, timidamente, comincia a muoversi in vista della tornata elettorale che interesserà l’anno prossimo il comune belicino. Non si tratta di grandi scossoni, ma semplicemente dell’inizio di alcuni movimenti fisiologici che culmineranno nelle elezioni comunali, che verosimilmente si svolgeranno nel mese di giugno 2018.
La politica partannese sta attraversando quasi senza colpo ferire il primo mandato del Sindaco Catania, arrivato al termine del quarto anno di sindacatura sostanzialmente in carrozza, sebbene da più parti, anche da alcuni componenti della stessa maggioranza, siano pervenute lamentele sull’effettiva efficacia dell’azione amministrativa del Sindaco e della sua Giunta.
Giunta che negli anni è stata modificata con l’uscita della preside Francesca Accardo e dell’imprenditrice Margherita Asaro e con l’ingresso di Angelo Bulgarello, volto noto della scena politica locale, notoriamente vicino al Senatore D’Alì, e di Noemi Maggio.
Catania ha dalla sua una maggioranza consiliare coesa, anche se da qualcuno etichettata come inesperta (almeno in alcuni dei suoi componenti), dalla quale è fuoriuscito il solo consigliere Lo Piano, e sembra lanciato verso una ricandidatura che sarebbe nell’ordine delle cose, tanto è vero che si vocifera che il Sindaco abbia già organizzato alcuni incontri ristretti con sostenitori della prima ora.
Tuttavia periodicamente ritornano dei rumors che vorrebbero l’attuale coordinatore dei Sindaci della Valle del Belìce pronto a misurarsi in autunno nelle elezioni regionali.

Con quale lista e in quale schieramento non è dato saperlo, anche se Catania (che, ricordiamo, non è schierato pubblicamente con alcuna formazione politica ed è espressione di una coalizione composta da cinque liste civiche) è vicino alle posizioni del centro-destra.

Altro discorso sarebbero poi le effettive velleità dell’ipotetico candidato Catania: qual è la sua effettiva forza elettorale in un collegio avente base provinciale? In quale lista si candiderebbe? E chi troverebbe come competitors interni in questa lista?
Certamente una candidatura del sindaco (che quattro anni fa si è imposto a Partanna con circa 3000 preferenze) lancerebbe il paese in una campagna elettorale lunga dieci mesi e un eventuale buon risultato alle Regionali potrebbe pesare non poco sull’esito delle Comunali.
Dall’altra parte un risultato deludente potrebbe essere un problema per Catania, che vedrebbe di colpo scendere le sue quotazioni, ammesso che dall’altra parte vi sia qualcuno pronto a sfruttare la situazione remando contro.

Già, l’altra parte…
La minoranza presente in consiglio è caratterizzata da una forte frammentazione, eredità di una tornata elettorale che ha comunque lasciato il segno fra gli sconfitti.
A farne le spese è stato soprattutto il Partito Democratico, che in un turbolento congresso comunale successivo alle elezioni comunali aveva optato per una soluzione di compromesso, eleggendo un direttivo composto, come da manuale Cencelli, da esponenti delle coalizioni che avevano sostenuto le candidature a sindaco di Giulia Flavio e di Dino Mangiaracina, con l’ulteriore aggiunta di qualche elemento vicino al sindaco Catania.

Segretario comunale del partito è risultato Gerardo Savarino, che si è trovato a dover gestire una situazione esplosiva, che a settembre scorso è culminata nelle dimissioni di massa di un consistente gruppo di cui fanno parte, tra gli altri, proprio l’ex candidata sindaco Giulia Flavio, l’ex capogruppo PD Vita Biundo, l’ex sindaco Benedetto Biundo, nonché Francesca Varia e Salvatore Leone, assessori designati dalla Flavio.
La frattura ha lasciato in eredità un PD fortemente ridotto numericamente (circa 120 votanti alle ultime primarie…) e senza una sede fisica, visto che è stata ufficialmente chiusa la sezione di Via Vittorio Emanuele, in attesa di una nuova sistemazione.
Rimane il gruppo consiliare, che dopo l’abbandono della Biundo è composto ormai solamente da Rocco Caracci e Rosalba Sanfilippo.
Il resto della minoranza è costituito da un gruppo di consiglieri che rappresenta un discreto bacino elettorale, ma che a volte è stato attraversato da pesanti frizioni, come nel caso della recente polemica intercorsa tra Giuseppe Aiello e Libero Leone, caratterizzata un brusco botta e risposta in sede di Consiglio Comunale.
In questo scenario confuso si comincia a muovere qualcosa, perché è chiaro che una candidatura alternativa a Catania ci sarà (o anche più di una, se non si troverà la quadra in seno alla minoranza).
I 5 stelle, da parte loro, alla luce del deludente risultato di quattro anni fa e di alcune vicissitudini interne, potrebbero scegliere di non scendere in campo con un loro candidato di bandiera.
Rimane da capire chi potrebbero essere gli eventuali sfidanti del sindaco uscente: si cerca infatti qualcuno che possa fare sintesi tra le varie anime della minoranza.
A tale proposito si vociferava di un possibile candidato individuato tra gli attuali consiglieri di minoranza e, in tal senso, era emerso il nome della già citata Vita Biundo, che però sembrerebbe aver subito declinato l’invito a farsi avanti.
Altri consiglieri probabilmente aspirerebbero in cuor loro alla candidatura, ma attualmente nessuno sembra avere lo slancio o la capacità di aggregare indispensabili per affrontare con successo una tornata elettorale che si svolgerà a Partanna per la prima volta con il sistema maggioritario puro (una lista per ciascun candidato sindaco).
È vero anche che dalla cosiddetta “società civile” partannese non emergono ad oggi figure significative che possano lanciare la sfida al sindaco Catania.
E allora al cittadino partannese medio per il momento non resta che sperare che l’estate e il successivo autunno possano schiarire un orizzonte che è ancora annebbiato…

Nata a Salemi, giornalista, ha studiato scienze politiche e delle relazioni internazionali. Crede nel giornalismo d’inchiesta e a quello di strada tra la persone e per le persone. Collabora con “Belice c’è” e ha fondato una rivista sull’eterno femminino. È stata corrispondente del Giornale di Sicilia e ha collaborato con Telejato e Report. Ama la politica, la natura e andare oltre le apparenze.

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