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Una poesia sul Terremoto. Flavia Sanfilippo condivide il suo omaggio alla vita

Una poesia sul Terremoto. Flavia Sanfilippo condivide il suo omaggio alla vita
11 gennaio
18:10 2018

Riceviamo e pubblichiamo una poesia sul Terremoto del Belìce, carica di emozioni e ricordi di una bambina che hanno viaggiato nel tempo, per venire infine raccontati nella poesia che alleghiamo a questo articolo.

L’autrice, Flavia Sanfilippo, vive a Partanna con il marito Salvatore e i figli Nino e Giulia. Oltre a essere moglie e madre, è insegnante e poetessa. Ha partecipato a diversi concorsi letterari nazionali e internazionali ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui la pubblicazione di una raccolta di alcune sue poesie dal titolo Presagio di infinito.
Ha vissuto il terremoto del 1968 quando era ancora una bambina che la madre svegliò nella notte tra il 14 e il 15 gennaio avvolgendola in un plaid e portandola fuori casa.
In quei lunghi momenti in cui aspettava in macchina i nonni che non volevano uscire dall’abitazione, ricorda di aver visto le case che da destra e sinistra si avvicinavano ondeggiando, quasi a volersi toccare, per poi allontanarsi di nuovo.
Quel ricordo è rimasto indelebile nella sua memoria, come alcune scene di vita del periodo successivo che l’hanno vista giocare, bambina tra i bambini, ignara del grande dolore che stavano vivendo i suoi genitori e tutti gli adulti, consapevoli, invece, di avere perso tutto e di non sapere da dove poter cominciare a ricostruire la loro vita e quella delle loro famiglie.
La poesia “Le case” vuole essere un omaggio alla speranza e alla vita nonostante il dolore.


Le case

E crollano le certezze, ad una ad una,

insieme ai massi, ai tetti, ai balconi

di quelle case che ora sembrano di cera

e che un tempo erano rifugio, riparo,

conquista, sacrificio, protezione.

In quelle case le famiglie si riunivano la sera

e i bambini correvano, felici della loro sorte,

tra le braccia della mamma.

Un terribile sussulto spezza le vite

e immerge tutto nel dolore della morte.

É un attimo e il buio subissa tutto,

quel buio squarciato solo dalla luce

della speranza che mai muore.

E su quella luce tutto rifiorisce,

il bene, il male, la gioia, il dolore,

l’uomo e il cuoredi chi sa amare,

di chi sa guardare ancora un po’ più avanti,

oltre le macerie.

Flavia Sanfilippo

Laureato in Scienze Storiche a Roma, prosegue i suoi studi a Milano focalizzandosi sul Medioevo siciliano e mediterraneo. Curioso ed estroverso, amante dei libri e appassionato d’informatica, ha concretizzato la sua passione per i viaggi e le lingue collaborando con Rome2rio, azienda australiana specializzata nella pianificazione di viaggi. Adora ascoltare musica in lingua siciliana e suona il sax-alto.

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