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Nella Valle dei templi un biberon di 2300 anni. La scoperta tra gli scavi del teatro greco

Nella Valle dei templi un biberon di 2300 anni. La scoperta tra gli scavi del teatro greco
27 febbraio
12:12 2018

Durante la campagna di scavi di fronte il Tempio agrigentino della Concordia, dell’antica città ellenistica di Akragas, stanno venendo alla luce sempre più porzioni del teatro greco della città. “Scavando il riempimento di una delle strutture che dovevano sostenere la cavea – spiega il direttore del Parco archeologico, Giuseppe Parello – è stato rinvenuto un deposito di manufatti riferibili ad un rito propiziatorio. Gli oggetti ritrovati sono vasi di uso quotidiano, utilizzati prevalentemente per bere e per contenere liquidi, compreso il piccolo vaso con beccuccio, un guttus, un vero e proprio poppatoio“.

La scoperta potrebbe contribuire a migliorare la posizione della città tra le dieci finaliste che la Commissione dei Beni culturali sta valutando come Capitale italiana della Cultura 2020.

Agrigento, o come è stata chiamata nei secoli Girgenti e Akragas, fa leva proprio sui templi e sull’area archeologica e le ricchezze in essa custodite per vincere l’ambita assegnazione di Capitale della Cultura Italiana 2020, come appunto il riportare alla luce un teatro forse più grande di quello di Siracusa. I tesori di eccezionale valore e bellezza che stanno tornando alla luce dopo secoli, come il già citato poppatoio, verranno catalogati per poi essere esposti nel museo regionale “Pietro Griffo”.

Il sindaco della città agrigentina, Firetto, ha dichiarato che  “per gli agrigentini l’ultimo ritrovamento, aggiunto a tante eccezionali scoperte fatte nell’area, è di buon auspicio. È certo che gli scavi condotti finora, dalla scoperta del Teatro cercato da secoli, all’Agorà superiore, al tempio romano, stanno aggiungendo ulteriori elementi di grande fascino ad un luogo di storia e cultura come Agrigento”.

La presenza del vaso a beccuccio riconduce al momento della nascita, “e quindi all’origine della vita”, come sottolineato da Parello, soddisfatto dal sostegno che continua a crescere per la prosecuzione degli scavi e per la “candidatura 2020” sostenuta tra gli altri da scrittori come Andrea Camilleri, il cardinale di Agrigento Franco Montenegro e tanti intellettuali, al vertice nazionale del Fai, con il professore Andrea Caradini e il vice presidente esecutivo Marco Magnifico, già impegnati nel recupero con fondi privati del Giardino Kolimbetra, il giardino degli dei, un eden di natura mediterranea a due passi dal teatro e dagli scavi agrigentini.

Laureato in Scienze Storiche a Roma, prosegue i suoi studi a Milano focalizzandosi sul Medioevo siciliano e mediterraneo. Curioso ed estroverso, amante dei libri e appassionato d’informatica, ha concretizzato la sua passione per i viaggi e le lingue collaborando con Rome2rio, azienda australiana specializzata nella pianificazione di viaggi. Adora ascoltare musica in lingua siciliana e suona il sax-alto.

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