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Piera Aiello in Parlamento col burqa? L’infelice battuta di due conduttori radio

Piera Aiello in Parlamento col burqa? L’infelice battuta di due conduttori radio
15 febbraio
11:26 2018

Una battuta che potrebbe definirsi infelice quella pronunciata da due conduttori di una radio trapanese nei confronti della testimone di giustizia Piera Aiello, testimone di giustizia, candidata con il M5S.

Durante la trasmissione, nei confronti della cognata di Rita Atria sarebbero state pronunciate frasi discutibili. I conduttori ironizzando sul dispositivo di sicurezza cui è sottoposta la donna e dell’impossibilità di essere inquadrata per via del suo status di testimone di giustizia hanno detto: “La metteranno sotto il banco” una frase a cui è seguita quella della conduttrice donna che ha esordito con “le verrà in aiuto il burqa” .

Il caso è stato sollevato dai deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars, l’europarlamentare Ignazio Corrao ed dal senatore Maurizio Santangelo:

“Ironia inaccettabile e di cattivissimo gusto contro chi ha rinunciato alla propria libertà per aiutare lo Stato alla lotta alla mafia. Segnaliamo l’accaduto a consiglio di disciplina dell’ODG Sicilia”.

“Esprimiamo solidarietà massima alla testimone di giustizia Piera Aiello, per le offese subite nel corso di una trasmissione radiofonica del Trapanese nella quale i due conduttori ironizzando sul dispositivo di sicurezza cui è sottoposta la donna che vive sotto identità riservata, hanno detto ‘le verrà in aiuto il burqa’”.

Sono toni inaccettabili – spiegano i deputati – che ledono non solo la dignità di una donna che ha rinunciato alla propria vita da libera cittadina per aiutare lo Stato nella lotta alla mafia, ma che mostrano anche una palese ironia razziale che ben si discosta dalla verità sostanziale dei fatti e delle cose che sono alla base della professione giornalistica che i due conduttori sarebbero tenuti a rispettare in quanto iscritti all’albo regionale dei giornalisti. A tale proposito, chiederemo formalmente al consiglio di disciplina dell’ordine dei Giornalisti di Sicilia di valutare l’accaduto. La mancata sensibilità dei due conduttori iscritti all’albo, stride notevolmente con la professionalità delle centinaia di loro colleghi siciliani che operano con scrupolo e serietà in una regione che, peraltro ha pagato il prezzo più caro nella lotta alla mafia. A Piera Aiello, alle donne e gli uomini nella sua condizione, giunga il nostro abbraccio affettuoso”.

Piera Aiello intanto non nasconde la sua indignazione: «Avrei potuto accettare critiche alla mia candidatura, rilievi mossi alle mie scelte politiche, in quel caso sarebbero state bene accette come tutte le critiche costruttive, ma un attacco personale e che offende, oltre me, tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la giustizia e la legalità è inaccettabile”. Il fatto poi che “quelle risatine” siano arrivate dalla sua stessa terra per Piera Aiello che da anni vive in una località segreta è “ancora più grave”. “Come si può sconfiggere la mentalità mafiosa – dice – se persone del mondo dell’informazione e che, quindi, dovrebbero essere più sensibili su questi temi si comportano così”. Di più. “Questi due hanno detto che io vado nelle scuole a portare sempre ‘la stessa minestra’ – attacca -. Io giro le scuole, spendendo tempo e denaro, per parlare ai ragazzi di legalità. E’ la legalità per loro ‘la solita minestra’? Non vorrei pensare che siano a favore della connivenza».

  



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