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Cannabis legale, ora sugli scaffali di una nota catena di supermercati. Ma cos’é?

Cannabis legale, ora sugli scaffali di una nota catena di supermercati. Ma cos’é?
05 Maggio
17:12 2018

La catena di supermercati tedesca Lidl apre il mercato alla cannabis legale in Svizzera.

Nel comunicato diffuso dall’azienda di distribuzione alimentare si legge: “Le piante sono coltivate in serre semi-automatizzate e strutture interne appositamente progettate”.

La cannabis in vendita nei supermercati è quella legale. In Svizzera la legge stabilisce che il principio attivo della marijuana legale può arrivare fino all’1 per cento, mentre in Italia il limite è dello 0,6 per cento.

Da marzo 2018, anche in alcune tabaccherie di Roma, si può acquistare la cannabis light (legale) con il THC al di sotto dello 0,6 per cento.

Ma cos’è la marijuana legale (cannabis light)?
La cannabis legale è ricavata da infiorescenze femminili di Canapa Light Sativa specificatamente selezionate perché ricche di CBD, il cannabidiolo, cioè il composto non psicoattivo utilizzato anche per la marijuana medica e povere di THC, la sostanza psicoattiva sopracitata proibita dalla legge.

Dopo l’entrata in vigore della legge sulla canapa il 14 gennaio del 2017, c’è stato un incremento nelle vendite della sostanza legale in diverse città italiane e sono nati negozi GrowShop che hanno iniziato a vendere la marijuana legale, senza effetti psicotropi.

La marijuana è considerata legale proprio perché la concentrazione di THC rispetta il livello indicato dalla legge italiana. Ora, con la vendita della marijuana legale anche nelle tabaccherie, la sostanza sarà ancora di più alla portata di tutti.

 

Cos’è la cannabis terapeutica e perché adesso è possibile acquistare quella italiana?
Nei primi giorni del 2017 è cominciata la distribuzione della cannabis prodotta in Italia dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, come da accordi firmati il 18 settembre 2014 tra il ministro della Salute e il ministro della Difesa e poi sanciti dal decreto ministeriale del 9 novembre 2015. Una scelta storica che sancisce, almeno in parte, l’indipendenza italiana dall’importazione di cannabinoidi dall’estero.

La cannabis terapeutica di provenienza olandese (Bedrocan BV) da marzo 2016 viene venduta nelle farmacie italiane ad un costo di circa 19-22 euro per grammo. Con la produzione italiana, l’approvvigionamento dall’estero dovrebbe progressivamente diminuire, fino ad essere sostituito completamente dalla produzione italiana.

Secondo quanto specificato dal ministero della salute, la cannabis terapeutica esteticamente sarà “costituita da infiorescenze femminili non fecondate, essiccate e macinate”.

La cannabis terapeutica prodotta dallo stabilimento è una varietà indicata dalla sigla FM2, ossia farmaceutico militare con 2 principi cannabinoidi contenuti: il THC e il CBD.

Il tetraidrocannabinolo (THC) è responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis, ha effetti “antidolorifici, antinausea, antiemetici, anticinetosici, stimolanti l’appetito e ipotensivi sulla pressione endooculare”

Il cannabidiolo (CBD) ha invece un effetto “antinfiammatorio, analgesico, antinausea, antiemetico, antipsicotico, anti ischemico, ansiolitico e antiepilettico”.

La qualità prodotta dallo stabilimento fiorentino dovrebbe contenere tra iI 5 e l’8 per cento d THC e tra il 7,5 ed il 12 per cento di CBD. La cannabis è indicata per diverse tipologie terapeutiche, gli usi consentiti dal decreto sono:

– Dolore (neuropatico, oncologico)

– Spasticità dal Sclerosi Multipla

– Nausea e vomito in chemioterapia

– Stimolazione appetito nell’AIDS o cancro o anoressia nervosa

– Sinodrome di Tourette

– Glaucoma resistente

Secondo quanto previsto dalla legge e come confermato dal dottor Ternelli, proprietario della farmacia e del laboratorio a Reggio Emilia che da anni segue pazienti che necessitano cure a base di cannabis, i metodi raccomandati e noti delle infiorescenze femminili essiccate sono due: orale ed inalatorio.

Orale: tisana (almeno 40 minuti di preparazione), decotto, capsule, olio, resina.

Inalatorio: vaporizzazione, sigaretta elettronica.

“Attualmente la metodologia di assunzione più diffusa”, spiega il dottor Ternelli, “è in forma di capsule o gocce, poiché per tisane e decotti, ad esempio, i tempi di preparazione sono molto lunghi, diversi dalle classiche tisane, e il paziente deve assumerla più volte al giorno”.

A luglio del 2016 era entrato in discussione alla Camera dei deputati un testo di legge che promuoveva la legalizzazione del consumo della cannabis ( già presentato a settembre del 2015) ma le migliaia di emendamenti presentati dalla maggioranza del governo ne ha di fatto bloccato l’approvazione. L’aula l’ha rimandato in commissione ed oggi non è stata ancora prevista una nuova discussione.

 

Perché un essere umano possa morire di un’overdose di marijuana, sarebbe necessario che ne assumesse circa 680 chilogrammi nel giro di 15 minuti.

Il primo acquisto mai avvenuto su Internet fu quello che vide gli studenti dell’Università di Stanford comprare un quantitativo imprecisato di marijuana dal MIT del Massachussets, al tempo in cui la rete esisteva solo tra i dipartimenti di informatica dei college statunitensi e si chiamava Arpanet.

Il possesso di cannabis è legale in Colombia, Ecuador, Perù, Spagna, Paesi Bassi, Corea del Nord, Uruguay e in alcuni stati degli Stati Uniti.

 

Fonte: tpi.it

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