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Posidonia, bloccati i lavori tra Triscina e Selinunte. Caccamo chiede nuove analisi

Posidonia, bloccati i lavori tra Triscina e Selinunte. Caccamo chiede nuove analisi
22 giugno
18:28 2018

CASTELVETRANO. “Triscina non è una discarica”, sono queste le scritte che hanno capeggiato l’odierna manifestazione cittadina innanzi il municipio. Una protesta pacifica, nonostante il grido altisonante e rabbioso di alcuni castelvetranesi che hanno urlato più volte “vergogna”. Un termine che descrive amaramente il danno che si sta arrecando alla località balneare di Triscina. Da ieri, quintali di posidonia evidentemente putrefatta e inquinata congiuntamente ad alghe sono state estratte dal porticciolo di Marinella di Selinunte per essere riversate nelle strade 17 a e 17 b di Triscina. Foto e video hanno inondato i social network e indignato non soltanto i residenti ma anche i cittadini dei Comuni limitrofi. La posidonia nera con corde e rifiuti vari è stata depositata sopra l’arenile. I motivi per il quale si è scelto questa zona, dove non mancano le abitazioni e da decenni spiaggia scelta da famiglia dove trascorrere i caldi pomeriggi estivi secondo quanto si legge in un documento del Genio civile, sarebbero dovuti essere funzionali al ripascimento della spiaggia (previa asportazione dei rifiuti organici).

Lavori, sono stati deliberati dalla giunta della Regione Siciliana dopo i disagi lamentati da molti pescatori costretti a barcamenarsi tra la posidonia e una banchina franata. Lavori ad opera del Genio civile di Trapani, che per ripristinare la funzionalità del porticciolo ha rimosso dal porto 1500 metri cubi di posidonia, alghe, rifiuti e sabbia. Le analisi chimiche effettuate sulla posidonia non hanno rivelato elementi inquinanti, anche se le analisi non sono state allegate alla relazione richiesta dall’ufficio VINCA (Valutazione Incidenza Ambientale) il quale rilevava l’alternativa allo smaltimento quale ad esempio il conferimento in discarica ma che richiede una tempistica più lunga.

Ma analisi chimiche a parte l’odore nauseabondo delle alghe misto agli oli e si ipotizza a liquidi fognari, è bastato per fare irritare i numerosi castelvetranesi che si dichiarano anche pronti  pagare la ditta per rimuovere l’obbrobriosa “discarica”.

Sulla vicenda nella data odierna era anche intervenuto il Tdm di Castelvetrano che per la tutela della salute dei cittadini ha fatto appello a tutte le autorità responsabili per un immediato cambio di sito, la rimozione di quella già posata in spiaggia.

“Una decisione irrispettosa” come è stata definita dal primo cittadino Nicola Catania. “La decisione di ammassare le alghe estratte dal porticciolo di Selinunte nella frazione di Triscina – afferma il sindaco– sta comprensibilmente creando dei disagi e accendendo le proteste, più che legittime, di cittadini e residenti fra i quali vi sono numerosissimi partannesi. Una scelta paradossale il cui impatto ambientale potrebbe risultare devastante considerata la presenza fra la posidonia di residui di rifiuti, liquami fognari e oli esausti altamente inquinanti. Le modalità di stoccaggio e il luogo individuato non solo sono irrispettosi nei confronti dei cittadini ma anche al di fuori di ogni logica. Mi dichiaro inoltre fin da ora disponibile a dare un contributo in prima persona per la soluzione del problema”.

Stamattina intanto il commissario Salvatore Caccamo ha ricevuto una delegazione di cittadini chiarendo che dalla perizia si attestava che si trattava di posidonia senza rifiuti pericoli per la salute cittadina e i lavori (di somma urgenza) sono stati appaltati da un altro ente che è l’assessorato regionale autorizzato dal Genio Civile. Alla luce di quanto accaduto ha così chiesto di sospendere la rimozione da Selinunte e il riversamento a Triscina in attesa delle contro analisi. Il tutto chiarisce sarà a carico (anche a livello finanziario) della stazione appaltante.

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