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“Qui giace il fu Magistrale di Partanna!”, riflessioni (e speranze) del professore Piccione

“Qui giace il fu Magistrale di Partanna!”, riflessioni (e speranze) del professore Piccione
10 settembre
23:11 2018

Una lettera sentita quella inoltrataci dal professore Vincenzo Piccione di Partanna che porta alla ribalta una vicenda emblematica per due paesi dell’entroterra trapanese: l’autonomia liceale degli Istituti di Partanna e Salemi. Dal marzo 2013, a seguito di un decreto regionale, l’Istituto magistrale “Dante Alighieri” della città belicina è stato infatti accorpato al Liceo classico “Francesco D’Aguirre” di Salemi. Un Istituto quest’ultimo che aveva perso l’autonomia (e la segreteria) nel 1995 e che rimase accorpato per anni al Liceo Classico “G. Pantaleo” di Castelvetrano. Un profilo storico che non passa inosservato quello dei due licei nati entrambi nella metà degli anni 30 e che hanno accolto tra i propri banchi studenti divenuti poi noti professionisti.

Nel 2013, il discusso decreto regionale, scalda gli animi di numerosi cittadini di entrambe le città che per mesi hanno rivendicato l’importanza e la grandezza degli Istituti. Nonostante i tentativi, anche politici, di salvare l’autonomia dell’istituto partannese, il “Dante Alighieri” che per anni è stato punto di riferimento dell’intera valle del Belice, perderà definitivamente gli uffici amministrativi.

(Il “Dante Alighieri” nasce nel 1935 come Istituto magistrale che consentiva di ottenere il diploma abilitante all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare. Cinquanta anni dopo, nel 1985, si avrà il primo cambiamento e in via sperimentale viene autorizzato il Liceo Pedagogico. Dieci anni dopo si avrà la nascita del liceo Linguistico a cui qualche anno dopo verrà affiancato anche il liceo delle Scienze sociali)

Di Seguito la lettera del professore Piccione:

«Gentile direttore,

a lei mi rivolgo per pubblicare sulle pagine del vostro giornale online alcune modeste riflessioni sull’inizio del nuovo anno scolastico. Vorrei che lei valutasse la possibilità di pubblicare questo testo non in conseguenza del fatto che saltuariamente sono un vostro redattore, ma con la consapevolezza che la nostra comunità, seppur piccola , abbia la necessità di riflettere ogni tanto sui temi che riguardano la scuola, perché è essa stessa il futuro dei nostri figli e la speranza che la nostra comunità non si impoverisca culturalmente.

Vorrei condividere i miei pensieri con lei, con  tutti i partannesi, specialmente con le famiglie che ogni giorno hanno a che fare con la scuola , che ci affidano i loro figli , che tanta fiducia ripongono in questa fondamentale istituzione che è la Scuola. Partanna poi è una platea privilegiata perché la maggior parte degli insegnanti della provincia di Trapani sono partannesi che hanno frequentato il glorioso Istituto Magistrale.

Ma che fine ha fatto l’Istituto Magistrale “Dante Alighieri” di Partanna?

Possibile che un’intera cittadina sia afflitta da una sorta di amnesia collettiva?

Sono un docente di lettere del fu Magistrale di Partanna e ogni mattina varcando il portone della scuola sento quasi un voltastomaco per la scritta che campeggia sulla soglia d’ingresso ,IISS D’Aguirre – Alighieri. Me lo faccia dire , direttore ,un obbrobrio, un tentativo machiavellico di salvare capre e cavoli. Il risultato delle folli leggi sulla razionalizzazione delle istituzioni scolastiche e della nostra incapacità di opporci al grande misfatto: la perdita dell’autonomia.

Mi creda non è una questione campanilistica, tanto di cappello alla tradizione che lega il nome D’Aguirre alla città di Salemi e al suo liceo classico, che oggi ad onor del vero conta pochissime classi e un ridotto numero di alunni. Eppure la sede della presidenza , la segreteria, il centro di comando della scuola, si trova proprio presso il Liceo Classico di Salemi.

Cosa cambia? Molto.

Ricordo che l’anno in cui l’istituto magistrale di Partanna perse l’autonomia la scuola aveva ricevuto più di un milione di euro da parte della comunità europea per non parlare dei fondi che il ministero normalmente stabilisce per ogni istituzione scolastica.

Ricordo che con i soldi dell’Europa più di 120 allievi e 15 docenti ebbero la possibilità di fare un’esperienza in Inghilterra della durata di quattro settimane per imparare la lingua inglese e per fare esperienza di stage lavorativo. Questo è solo un esempio pratico di che cosa significava per il Magistrale di Partanna l’autonomia.

Quando qualche anno fa abbiamo perso la presidenza e ci fu un movimento di opinione capeggiato da insegnanti, alunni, un ex sindaco, presidi e uomini illustri della scuola partannese, ci fu detto da più parti che i numeri contano , che i fatti contano!

Oggi i numeri contano i fatti dicono altro: la maggior parte della popolazione scolastica del D’Aguirre si trova a Partanna i fatti si fanno a…

Mi creda non è una questione economica, semmai di identità perché il magistrale di Partanna rappresenta uno degli elementi più importanti del nostro essere partannesi. Io l’ho capito vent’anni fa quando sono venuto a vivere a Partanna. Dal magistrale di Partanna è passata la migliore intellighenzia della Sicilia Occidentale, una delle scuole pubbliche più antiche della Sicilia, da sempre una scuola fautrice delle sperimentazioni pedagogiche e didattiche al pari dei licei dei grandi centri cittadini dell’isola, punto di riferimento delle popolazioni della Valle del Belice.

Il senso di queste riflessioni potrebbe scadere nel fatalismo: persino nelle ultime elezioni comunali l’argomento è stato solo sfiorato dai raggruppamenti politici in competizione.

Davvero dobbiamo accontentarci di questa condizione? Siamo sicuri che la perdita dell’autonomia sia un fatto irrimediabile?

La prego si faccia promotore dalle pagine del suo giornale di un dibattito ,a volte discutere fa crescere una comunità, che prenda in considerazione la possibilità che l’Istituto Magistrale “Dante Alighieri” rinasca.

Altrimenti buon anno scolastico  a tutti e parafrasando il finale di uno dei romanzi più belli di Pirandello: ‘Qui giace il fu Magistrale di Partanna!’.» Vincenzo Piccione

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