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Operazione “Ermes 1”: 17 anni di carcere per Domenico Scimonelli. La Corte di Appello chiede la conferma delle precedenti condanne

Operazione “Ermes 1”: 17 anni di carcere per Domenico Scimonelli. La Corte di Appello chiede la conferma delle precedenti condanne
15 Gennaio
10:32 2019

Inizieranno il 5 febbraio le arringhe del processo che vede coinvolti sei presunti esponenti o fiancheggiatori del clan capeggiato da Matteo Messina Denaro coinvolti nell’operazione «Ermes 1» avvenuta nell’agosto 2015. L’indagine condotta da Dda e polizia, consentì di smantellare una rete di postini al servizio del Boss castelvetranese. Lo smistamento dei “pizzini” avvenne in due masserie nelle campagne di Mazara e Campobello di Mazara, di proprietà del defunto capomafia mazarese Vito Gondola e di Michele Terranova.

Nonostante gli sconti di pena previsti dal rito alternativo, il gup Turturici, al termine del processo abbreviato, inflisse 17 anni sia al partannese Giovanni Domenico Scimonelli, ritenuto tra gli uomini più vicini a Messina Denaro (avrebbe anche reinvestito in Svizzera i soldi del boss), il presunto capomafia di Salemi Michele Gucciardi e Pietro Giambalvo, uomo «d’onore» di Santa Ninfa. Rispettivamente 13 e 12 anni furono, invece, condannati Vincenzo Giambalvo, altro presunto esponente del clan di Santa Ninfa, e il salemitano Michele Terranova. Per favoreggiamento alla mafia (non per associazione mafiosa come i primi cinque), 4 anni di carcere furono, infine, inflitti all’autotrasportatore mazarese Giovanni Loretta, fratello di Carlo Antonio e Giuseppe Loretta, poi coinvolti nell’operazione antimafia «Ermes 2».

A difendere i sei imputati sono gli avvocati Calogera Falco, Enzo e Enrico Trantino, Paolo Paladino, Luigi Pipitone, Walter Marino, Domenico Trinceri.

Intanto mettendo sul tavolo dei giudici altre deposizioni del collaboratore di giustizia Lorenzo Cimarosa (oggi defunto), il procuratore generale della Corte d’appello di Palermo ha ribadito la richiesta di conferma delle condanne inflitte in primo grado dal gup Walter Turturici.

Il Gup dispose, inoltre, risarcimenti danno in favore delle parti civili: Sicindustria e Associazione antiracket Trapani, Comuni di Castelvetrano e Salemi, l’associazione antiracket «La Verità Vive» di Marsala, Antiracket Alcamese e Centro studi «Pio La Torre».

Il presunto boss partannese Giovanni Domenico Scimonelli intanto ha già una condanna all’ergastolo inflitta il 17 gennaio 2018 dalla Corte d’assise di Trapani, come mandante dell’omicidio di Salvatore Lombardo, ucciso con due fucilate, a Partanna, davanti il bar «Smart Cafè», il 21 maggio 2009. Anche se ancora si attende il giudizio d’appello. Tra le contestazioni mosse a Domenico Scimonelli, nel processo in corso, anche quella di avere tentato di avvicinare un funzionario del ministero dello Sviluppo Economico per ottenere un finanziamento di 700 mila euro. Inoltre, i suoi frequenti viaggi in Svizzera secondo gli inquirenti, potrebbero essere stati compiuti per conto del boss latitante che, oltre i confini nazionali, nasconderebbe le ingenti ricchezze accumulate. (fonte Gds – Antonio Pizzo)

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