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Partanna: “Roberto De Gennaro”, giovane promessa della lirica italiana

Partanna: “Roberto De Gennaro”, giovane promessa della lirica italiana
29 settembre
12:09 2012

La nostra redazione ha incontrato l’amico Roberto De Gennaro, giovane promessa della lirica italiana, che ci ha gentilmente concesso un’intervista.

Roberto, tu sei un cantante lirico, considerato tra i giovani più interessanti a livello nazionale nel campo artistico-musicale. Quand’è che hai capito di avere un gran talento, ma soprattutto una voce unica?
Ad esser sincero da piccolo la lirica proprio non mi piaceva, ho sempre suonato e studiato pianoforte. Poi a 16 anni ho iniziato a cantare per hobby, e già mi accorgevo di quanto la mia voce avesse qualcosa di diverso, di speciale. Allora ho deciso di intraprendere la strada del conservatorio per iniziare a studiare canto. A 17 anni mi sono iscritto a Palermo e ho superato il test di ammissione arrivando nei primi posti, poi mi sono trasferito a Trapani

Tu hai deciso di intraprendere il mondo della musica e lasciare gli studi, rinunciando all’università, come si arriva a prendere una decisione così importante?
La mia è stata una scelta difficile, coraggiosa, combattuta. Dopo il diploma mi sono trovato dinanzi ad un bivio; i miei genitori insistevano affinchè continuassi gli studi, ma  la mia passione per la lirica, la consapevolezza di avere una bella voce, mi hanno spinto verso il mondo della musica. Ho riflettuto davvero tanto, anche perché quella del cantante lirico  è una professione artistica molto settoriale; ma io ho deciso di realizzare questo sogno e spero non pentirmene mai.

E’ a Trapani che hai conosciuto la tua insegnante?
Sì esatto. A Trapani ho avuto la grande fortuna di conoscere la mia attuale insegnante, colei che definisco tutt’oggi la mia ancora di salvezza, Patrizia Gentile. Patrizia mi ha dato tanto sia a  livello umano che professionale. Oggi è difficile trovare insegnanti in grado di formare e valorizzare veramente i giovani, spesso ti gasano, ti bruciano sul nascere, e per questo motivo mi reputo un privilegiato.

Nonostante la tua giovanissima età, già vanti importanti esperienze in campo musicale, puoi dirci qualcosa a proposito?
Durante il mio periodo di studi al conservatorio, sono stato a Roma dove ho inciso un importante disco per Radio Vaticana con un’ ensemble di musica barocca sotto la direzione del grande maestro Bonizzoni. Lo stesso anno ho avuto il grande piacere di cantare, accompagnato dall’orchestra del conservatorio “La Preghiera del Poliziotto” alla festa nazionale della Polizia tenutasi a Trapani, ho partecipato anche ad un importante concerto a Menfi in onore del grande maestro Antonino Palminteri.

Se non sbaglio hai collaborato insieme ad altri artisti alla riuscita di un importante evento a Milano?
Sì esatto, ho avuto il grande piacere di partecipare e collaborare con altri artisti, tra i quali il grande Giancarlo Giannini, alla prima assoluta del Premio Nazionale di Poesia Alda Merini, da molti definita la “Madre della Poesia”, è stata una grande esperienza per me, una di quelle occasioni che ti aiutano a maturare.

Ma adesso parliamo della tua partecipazione e approdo in RAI, come sei arrivato in TV ?
Quando a Milano ho partecipato alla prima nazionale per Alda Merini, tra gli ospiti c’era Paolo Limiti, che mi ha notato. Dopo un po’ di giorni sono stato contattato dai suoi collaboratori per partecipare alla trasmissione televisiva “E state Con Noi”, ho riflettuto un attimo, “forse neanche”e ho accettato.

Cosa si prova a passare dal palcoscenico del Dante Alighieri di Partanna agli studi televisivi della Rai?
E’ stata un’emozione unica, un’esperienza fantastica, difficile da raccontare. Le telecamere, il sapere che milioni di persone ti guardano, beh, fanno tremare un po’ le gambe. Mi sono cimentato in un pezzo che non appartiene alle mie corde, ma penso di essermi ben difeso.

Roberto, tu vieni dal teatro, che differenze ci sono con la televisione?
Penso che la televisione dia maggiore notorietà rispetto al teatro, ma ritengo che il palcoscenico sia l’habitat ideale per qualsiasi artista, maggiormente per un cantante lirico. Io per natura sono molto timido, ma quando inizio a cantare, tutte le paure vanno via, lasciando spazio soltanto alla mia voce.

 Un’ultima domanda. Quali progetti hai per il tuo futuro?
Sto lavorando a tanti progetti, ma sono un tipo molto scaramantico, quindi preferisco tenerli nel cassetto. Posso dire che io ho tanti sogni nella mia vita, i sogni son desideri, e io desidero che attraverso il mio lavoro presto diventino realtà.

 

 

 

 

 

 

 

 

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