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Avvisi TIA: è scontro tra cittadini partannesi e Belice Ambiente

Avvisi TIA:  è scontro tra cittadini partannesi e Belice Ambiente
12 gennaio
13:31 2013

Si è svolto giorno 10 Gennaio 2013 all’interno delle Scuderie del Castello Grifeo di Partanna l’importante incontro tra la cittadinanza partannese (presente numerosa) e i vertici della Belice Ambiente S.p.A., per discutere in merito agli avvisi di accertamento TIA per gli anni 2007-2008-2009, inviati in questi giorni dalla Società in liquidazione e fatti pervenire a diversi cittadini del Comune di Partanna. Dopo diverse ore di confronto e dibattito, in cui la cittadinanza è intervenuta mostrandosi in totale disaccordo con i vertici della società e intervenendo in merito alla questione con toni piuttosto accesi, ferme sono rimaste le posizioni da entrambe le parti. Secondo i vertici della Belice Ambiente la TIA, relativa agli anni 2007-2008-2009, deve essere pagata; la società ha inoltre previsto una compensazione delle somme per tutti gli utenti che hanno pagato in più negli anni 2005-2006.

“Ci scusiamo con i cittadini che hanno già pagato e che si sono visti recapitare nuovamente gli avvisi di accertamento” ha dichiarato Nicola Lisma, liquidatore della società. “Invitiamo tali persone a segnalare dovuti errori o rettifiche tramite fax, mail, raccomandata; la società verificherà e provvederà a risarcire entro Giugno 2013 i cittadini che risultano in regola con i pagamenti”.
Il Dott. Vito Di Giovanni, responsabile del Servizio TIA, nel suo intervento ha dichiarato che “questi avvisi di pagamento per gli anni 2007-08-09 sono stati inoltrati in sostituzione delle bollette inviate dalla precedente amministrazione societaria”, aggiungendo anche che “tali avvisi presentano i dovuti requisiti di legittimità grazie all’approvazione delle delibere di consiglio comunale”.

Di Giovanni ha tenuto a sottolineare che i soci della società Belice Ambiente sono gli stessi comuni dell’ATO-2. Nel caso in cui i cittadini decidessero di presentare ricorso al fine di non pagare le bollette (cosa alquanto probabile), i danni maggiori si ripercuoterebbero sul Comune stesso, il quale sarebbe costretto a corrispondere personalmente la quota nei confronti della società, con un conseguente aumento delle tasse comunali. “C’è possibilità di pagare la TIA in quattro rate” – ha ricordato Di Giovanni, il quale in merito alla questione dell’IVA applicata nella misura del 10% ha dichiarato: “L’iva va applicata perché c’è il rischio che Belice Ambiente, in quanto società privata, possa incorrere in denunce per evasione fiscale, così come si è già verificato per altre società. Gli avvisi di pagamento pervenuti relativi agli anni 2007-2008 sono già comprensivi d’iva; per quelli del 2009 l’imposta verrà comunque applicata”.

Infine, in risposta a tutti i cittadini che hanno lamentato lo scarso servizio e le lunghe ed infinite code presso la sede societaria di Santa Ninfa, Di Giovanni ha precisato:  “La società ha sottoscritto dei protocolli d’intesa con Sindacati e Associazioni all’interno dei diversi Comuni:  basta spostamenti dunque, chiunque potrà rivolgersi agli organi preposti al servizio all’interno del proprio Comune”.
Completamente in disaccordo con la Belice Ambiente i cittadini presenti, che hanno espresso il loro totale sdegno e disappunto dinanzi agli avvisi di accertamento, ritenuti assolutamente illegittimi, manifestando apertamente la volontà di ricorrere al ricorso legale. L’Associazione Mosaico, che fin dalla creazione della Belice Ambiente si batte sul tema a tutela del  cittadino, ha dichiarato che verranno impugnati tutti gli avvisi di accertamento degli anni 2007-2008-2009 in quanto ritenuti assolutamente illegittimi. L’unica tariffa ritenuta legittima è quella della TARSU del 2004. I cittadini contestano inoltre le modalità e i criteri secondo cui la società ha fissato le tariffe, visto che la competenza spettava ai singoli Comuni.

L’unica cosa certa è che l’incontro di ieri, che doveva rappresentare un momento di dialogo tra i cittadini e la società in liquidazione, di fatto non si è rivelato molto costruttivo; poco e niente è stato infatti condiviso e apprezzato dalle dichiarazioni dei rappresenti della Belice Ambiente. Il problema di fondo resta e, forse, è stato soltanto rimandato.
Ciò che più fa male alla città di Partanna, come ha dichiarato all’inizio dell’incontro il Sindaco Giovanni Cuttone, “è il comprendere le ragioni di una crisi così profonda relativa al settore dei rifiuti, che ha portato la nostra città dallo stato di “meravigliosa bomboniera” (essendo stata riconosciuta come il “comune riciclone” della provincia di Trapani con soglie vicine al 60% di raccolta differenziata), allo stato di scarso decoro e sporcizia in cui oggi versa il nostro paese. Una raccolta differenziata che supera ormai  di poco il 20%, un servizio per nulla efficiente e la grave crisi che ha colpito la Belice Ambiente (carenza di personale, inefficienza dei mezzi), sono fattori che hanno influito negativamente sull’efficienza del servizio: se a ciò aggiungiamo poi la scarsa motivazione e partecipazione dei cittadini in un momento così delicato, resta ben poco da raccogliere e tanto da lavorare”.

Urge una soluzione immediata al problema, e spetta a Voi cari amministratori, commissari, rappresentanti delle istituzioni trovarla quanto prima: Noi cittadini di contro, se avremo la capacità di mostrare un alto senso civico e rispetto dell’ambiente, allora insieme contribuiremo ad un rilancio definitivo della nostra città.

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