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Trapani: donna ottiene risarcimento dal Tribunale dopo 30 anni

Trapani: donna ottiene risarcimento dal Tribunale dopo 30 anni
17 gennaio
17:08 2013

Nel 1983, presso l’ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani, una neonata aveva contratto una epatopatia a causa di una trasfusione errata che la stessa aveva subìto: dopo tanti, lunghissimi anni, la donna ha ottenuto dal Tribunale di Palermo il riconoscimento dei suoi diritti, e il giudice Paolo Criscuoli ha condannato il Ministero della Salute (nella persona di alcuni dirigenti operanti in Sicilia) al pagamento dei danni patrimoniali e non riconosciuti dalla corte durante l’analisi dei fatti e delle carte. L’ammontare complessivo del risarcimento, comprensivo del pagamento delle spese legali, ammonta a 230.788 euro: la condanna finale parla di “responsabilità in ipotesi di contagio di epatite B o C o del virus HIV tramite emotrasfusioni”. Ma la battaglia legale proseguirà: l’avvocato della donna, Giuseppe Scarcella, è pronto a chiedere in favore del proprio assistito un’indennità mensile fissa, a carico sempre del Ministero della Salute.

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