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Festa, non Festa… Difendiamo gli animali!

Festa, non  Festa… Difendiamo gli animali!
23 aprile
21:07 2013

beagle libera

La fiera del bestiame che non si fa, può essere un’occasione mancata ma sicuramente non può fare precipitare nello sconforto.
Per la socializzazione dei giovani ci sono altre alternative, infatti, non so proprio immaginare un passaparola tra loro del tipo: “incontriamoci … vieni alla fiera … non perdere tempo!”
Per l’economia, se si blocca una possibilità, altre se ne presentano per gli scambi … e nel rispetto delle normative!
Forse nella logica del ragionamento di chi non vede vie d’uscita all’interruzione, possibilmente transitoria dell’iniziativa citata, già divenuta consuetudine paesana, festosa e redditizia, manca “il punto di vista degli animali!”
Si, perché se nel tempo sono state tante le manifestazioni celebrate come feste, la sofferenza di esseri umani, degradati al rango di bestie o di cose è stata tutta un’altra storia!
Chi non ricorda la lotta dei gladiatori nel Circo Massimo in balia dei leoni? E la crudeltà dei potenti, espressa con il pollice verso, per dire “morte al gladiatore?” E il visibilio della gente?
Non si può ignorare che l’esaltazione degli appassionati della corrida è stata sempre indifferente alla crudeltà verso i poveri tori nonché i toreri e che finalmente non ottiene più consenso, con la sua abolizione.
Chi, rispolverando un po’ la storia, non trova che per le moltitudini sono state altrettanto esilaranti le esecuzioni a morte: forca, patibolo, fucilazione … in tempi diversi, con “mandanti” di calibro differente e ragioni più o meno legittime …?
C’è solo da cambiare prospettiva per sciogliere il nodo della questione: per le vittime di ieri non sono state feste quelle vissute sulla propria pelle, ma violenza gratuita e la stessa cosa si intuisce per il presente.
Vale sempre il proverbio: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” a cui in modo estemporaneo aggiungo: “Non pensare degli altri ciò che non vorresti pensassero di te”.
Nella mia testarda ingenuità mi aspetto, che maturi almeno la sensibilità necessaria al bene e alla cura degli animali e che non vengano visti  come trastullo o come “merce al mercato”.
Parafrasando Prèvert, concludo dicendo: “Sono andato al mercato degli schiavi … non ti ho trovato, amore mio!

 Prof.ssa Anna Maria Napoli

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