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Partanna: lo scrittore Alessandro Gallo incontra gli studenti dell’Istituto Superiore Dante Alighieri

Partanna: lo scrittore Alessandro Gallo incontra gli studenti dell’Istituto Superiore Dante Alighieri
17 aprile
10:43 2013

16 aprile 2013. Alessandro Gallo, autore del romanzo autobiografico “Scimmie”, ha incontrato nell’auditorium Giacomo Leggio i ragazzi dell’Istituto Superiore Dante Alighieri di Partanna. L’evento ha visto protagonisti i giovani studenti che hanno intervistato l’autore e recitato alcuni passi tratti da scritti di Giancarlo Siani, cronista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, a cui il testo è dedicato. Alessandro Gallo,

Lo scrttore Alessandro Gallo

Lo scrttore Alessandro Gallo

accompagnato dall’editore Navarra, ha parlato della sua esperienza di vita, prima come figlio di un associato alla camorra e cugino di Cristina Pinto, detta Nikita, prima donna killer, poi della sua esperienza come attore nel campo dell’educazione alla legalità con progetti di teatro civile nelle scuole del nord. Il suo amore per il teatro, ha raccontato, è iniziato a 12 anni. Una professoressa per punizione ai suoi atteggiamenti da bullo gli ha imposto il teatro. E’ lì che ha incominciato a tradurre Shakespeare in napoletano…fino a vincere un premio. Poi a 18 anni scopre che il padre è associato alla camorra, decide di prenderne le distanze e di trasferirsi a Bologna, dove tutt’ora lavora e opera.
Durante l’intervista Alessandro Gallo, alla domanda sulle motivazioni che lo hanno spinto a scrivere il libro “Scimmie”, ha risposto che a differenza di alcuni scrittori o registi che rendono “mitici” alcuni personaggi quali “lu Malese, lui non ha voluto mettere in mostra il ruolo dei camorristi, ma raccontare la storia di tre quindicenni, Pummarò, Panzarotto e Bacchettone, il cui obiettivo era quello di entrare a far parte di un clan camorristico, della loro prima esperienza sessuale con “Annarella ‘a puttana” del quartiere, il battesimo per entrare nel mondo dei grandi, il primo scippo, l’uso dell’eroina… Sarà l’incontro con Giancarlo, un giovane giornalista curioso e deciso a costringere i ragazzi ad aprire gli occhi, a vedere la camorra e i suoi affari da un altro punto di vista, a cambiare un destino già tracciato. Lo scrittore ha intercalato i suoi interventi con espressioni dialettali in napoletano rendendo il confronto con i ragazzi più diretto.  Alessandro Gallo, un ragazzo con alle spalle un’appartenenza alla camorra, di rispetto perché cugino di Nikita, ha saputo scegliere la legalità perché ha saputo guardare non il “potere-rispetto per l’appartenenza al clan”, ma i giovani che vomitano sangue, le donne che piangono i propri figli, figli che a loro volta perdono i genitori senza poterli salutare per l’ultima volta, perchè chissà in quale terra o pilastro sono stati abbandonati, le bestie che muoiono per le acque inquinate, le vittime della camorra e gli effetti devastanti sul territorio.
Si può cambiare…se impariamo ad attaccare”. Questo il suo messaggio.
In seguito i ragazzi hanno intonato le note della canzone “Pensa” di Fabrizio Moro, un breve silenzio e un lungo applauso hanno concluso la conferenza.

Francesca Aiello
Ilenia Iaria
Maria Chiara Mistretta
Ornella Patti

 

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