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CIA- Giuseppe Aleo lancia l’allarme: batoste in arrivo per gli agricoltori se non si cambiano le regole

CIA- Giuseppe Aleo lancia l’allarme: batoste in arrivo per gli agricoltori se non si cambiano le regole
07 maggio
13:31 2013
Giuseppe Aleo

Giuseppe Aleo, presidente provinciale CIA

Una batosta in arrivo alla fine dell’anno per gli agricoltori. L’Imu sospesa e spostata in corrispondenza della Tares (la nuova imposta sui rifiuti e sui servizi) insieme ai ruoli dei consorzi di bonifica rivisti al rialzo – si prevede almeno un raddoppio se non la triplicazione rispetto agli ultimi ruoli emessi per via dei tagli operato nella finanziaria regionale, rischiano, se il Governo Nazionale e Regionale non prendono le decisioni opportune, di mettere in ginocchio le aziende agricole che sono già gravate da costi di produzione in crescita e spesso indebitate con l’erario.
Per le aziende agricole non verrà nemmeno in aiuto la norma approvata all’interno della finanziaria regionale che sostiene la rateizzazione dei debiti erariali e previdenziali iscritti a ruolo e che è limitata alle imprese in forma di società di capitali: la maggior parte delle aziende agricole è, infatti, nella forma di ditta individuale.
“L’Imu deve essere profondamente rivista e cancellata per gli immobili agricoli, perché gli agricoltori pagano l’erario due volte per la stessa attività: la prima sul reddito, la seconda sul bene che serve a produrlo”, dichiara Pino Aleo, Presidente Provinciale della Cia.
Aleo punta il dito anche contro la Tares: “Temiamo che la Tares possa essere assai più gravosa della Tarsu se nell’applicazione del nuovo tributo venisse sottovaluta la peculiarità del settore primario, presidio delle aree rurali, spesso marginali, diffusamente poco servite da quei servizi divisibili ed indivisibili come l’illuminazione o la manutenzione stradale che rappresentano il fine della nuova Tares”.
Il presidente della Cia Trapanese ha scritto, nei giorni scorsi, ai Sindaci di tutti i Comuni della provincia per sensibilizzarli nel senso dell’applicazione della maggiore riduzione possibile (30 per cento), manifestandosi disponibile ad incontrare i primi cittadini trapanesi, ma fino ad oggi non ha avuto nessun riscontro, forse perché, molti comuni della provincia, sono interessati al rinnovo del consiglio comunale.
La Cia confida che dal confronto con le amministrazioni locali si possa arrivare ad escludere dalla Tares tutte le aree scoperte e tutti i fabbricati rurali strumentali (rimesse attrezzi, le cantine, i magazzini, i fienili, le serre, etc.) destinati alle attività agricole e connesse in cui viene compreso l’agriturismo che non può essere paragonato ad altre attività ricettive di tipo tradizionale come alberghi o villaggi turistici.

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