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Nota del Vescovo Mogavero su quanto successo ieri a Marsala durante la sacra rappresentazione

Nota del Vescovo Mogavero su quanto successo ieri a Marsala durante la sacra rappresentazione
03 aprile
15:35 2015

In merito a quanto accaduto ieri a Marsala durante la sacra rappresentazione della Passione di Cristo, il Vescovo monsignor Domenico Mogavero (nella foto) precisa quanto segue.

1. Questo incontro era stato da me programmato dopo l’incontro con la Confraternita di Sant’Anna, domenica 17 gennaio, nel quale abbiamo discusso i criteri ai quali si sarebbe ispirata la realizzazione della “Sacra Rappresentazione a quadri viventi dei misteri della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo” che avrà luogo il prossimo Giovedì santo a Marsala.

Nel frattempo, in queste ultime settimane, si sono levate voci sulla stampa (locale e non) e su internet, in qualche caso anche con insulti pesanti a me rivolti, che, sulla base di notizie non so da chi apprese, mi hanno attribuito decisioni unilaterali e arbitrarie, peraltro non rispondenti al vero. Ho dovuto, perciò, prendere atto di una vera e propria azione di disinformazione, non so da chi orchestrata e con quali intendimenti.

Per mettere le cose in chiaro, desidero dare in questa sede alcune comunicazioni vere e ufficiali.

2. Per prima cosa desidero fare presente che mi sono occupato della manifestazione, che fin qui è stata denominata “Processione del Giovedì santo”, mirando unicamente a valorizzarla al massimo, sotto il profilo spirituale, culturale e artistico, senza alcuna volontà di squalificarla e, meno che mai, di abolirla.

È chiaro che per procedere su questa linea mi sono preoccupato, anzitutto, di sentire taluni marsalesi, che potessero darmi pareri e valutazioni che abbracciassero un arco di tempo sufficientemente ampio e capire così come si è operato negli ultimi dieci/quindici anni.

Successivamente mi sono documentato con i materiali disponibili, essendo impossibile nel breve tempo fare una ricognizione storico-critica ex novo della manifestazione per valutarne lo svolgimento e le modifiche introdotte di recente.

Il testo al quale mi sono riferito è quello di Nicolò Gambina, La processione del “Giovedì santo” in Marsala, pubblicato nel marzo 1991, a cura del Centro Studi “Nicola Grillo”, nel quale si sottolinea che dal volume “al di là dell’alto contenuto religioso, emergono molti aspetti di carattere storico, folclorico e organizzativo che solo lui (il Gambina) ha potuto cogliere e raccontare, avendole per lo più vissute durante la sua lunga e instancabile milizia fra gli organizzatori della Processione” (p. 5). Le attestazioni, poi, di apprezzamento e plauso a questo volume date, in appendice al testo, da alcuni marsalesi, sacerdoti e laici, sono – mi pare – la migliore garanzia del valore di quanto in esso esposto.

Acquisiti gli elementi necessari e sufficienti mi sono confrontato con la Confraternita di Sant’Anna, unico interlocutore istituzionale, responsabile della organizzazione e della realizzazione della manifestazione.

3. La storia dell’evento è molto complessa e ha visto nel corso dei secoli diverse interpretazioni, sempre legate comunque alla narrazione della Passione del Signore Gesù, dall’ultima cena a seguire. I quadri concernenti altri momenti della vita del Signore, aggiunti negli ultimi anni, sono interpolazioni che non trovano 2 riscontri probanti nel passato.

A questo punto occorre fare qualche precisazione sul contesto teologico e liturgico.

Anzitutto l’uso del termine “processione” risulta, oggi, improprio in quanto la processione è una azione esclusivamente liturgica; nel nostro caso si tratta, invece, di una vera e propria rappresentazione sacra a quadri viventi, tratta dai testi del Vangelo. Per questa ragione, d’ora in avanti si adotterà la denominazione più appropriata di “Sacra Rappresentazione a quadri viventi dei misteri della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo”.

Non essendo una processione, non è prevista la partecipazione di sacerdoti in abito liturgico, né delle confraternite, eccettuata quella di Sant’Anna per ovvie ragioni di opportunità.

Siccome occorre rispettare anche la coerenza con il contesto liturgico che il Giovedì santo commemora l’ultima cena di Gesù con i suoi apostoli, risulta fuori luogo la crocifissione e con una scelta di compromesso è stata salvaguardata la completezza della rappresentazione inserendo nel corteo i segni della morte e della sepoltura.

4. Quanto alla struttura dei quadri mi sono attenuto a quanto descritto dal Gambina: “I gruppi che compongono la Processione sono sei e rappresentano le varie fasi del dramma di Cristo” (p. 47):

“Primo gruppo: Gesù con gli apostoli

Secondo gruppo: la cattura di Gesù

Terzo gruppo: Gesù dinanzi a Erode

Quarto gruppo: Gesù dinanzi a Pilato

Quinto gruppo: Gesù con la croce

Sesto gruppo: Gesù morto”.

5. Nessun riferimento fa il Gambina ai dialoghi e che il parlato sia stato introdotto di recente può essere testimoniato da quelli che ricordano ancora la rappresentazione muta di non molti anni fa.

Nonostante ciò, nell’incontro con la Confraternita di Sant’Anna si è stabilito che una voce fuori campo leggerà il testo evangelico riguardante quel quadro, preceduto peraltro da un cartiglio che ne indica il soggetto. Si è concordato, altresì, che i dialoghi, previsti nei testi evangelici sarebbero stati effettuati. Si è, infine, deciso che, per rispettare il carattere di sacra rappresentazione, il copione avrebbe contenuto solo testi dei Vangeli, omettendo testi desunti dai Vangeli apocrifi e altre aggiunte liberamente redatte.

Come si può osservare – lo ribadisco – è priva di qualsiasi fondamento la voce che la sacra rappresentazione sarebbe stata muta.

6. Tutto quanto detto fin qui è stato discusso con la Confraternita di Sant’Anna in un incontro appassionato e leale e le proposte da me esposte e motivate sono state accettate dopo un approfondito e civile dibattito, del quale do volentieri atto a quanti erano presenti.

Questo è quanto ho inteso comunicare in questa sede per sgombrare il campo da equivoci e malintesi e per ribadire che mi sta a cuore una valorizzazione della sacra rappresentazione sotto il profilo religioso, culturale e artistico per il buon nome di Marsala e delle sue genuine e nobili tradizioni.

Max Firreri

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