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Al via il progetto di accessibilità al Teatro Selinus della IX Giornata dell’Aquilone

Al via il progetto di accessibilità al Teatro Selinus della IX Giornata dell’Aquilone
12 giugno
22:25 2015

IX Giornata dell’Aquilone, promossa, come ogni anno, dall’AIAS di Castelvetrano in un incessante percorso di lotta alle barriere architettoniche verso quel livello di accessibilità necessario per ottenere una parità di diritti e di doveri, un’uguaglianza di fatto che consenta la partecipazione dell’individuo alla vita sociale nella quale è, di fatto, individuo.

In quella giornata, nel salone del Circolo della Gioventù, Stefania Tilotta, giovanissima architetto, consegnava nelle mani del Sindaco della città il progetto di una rampa per rendere accessibile il Teatro Selinus.

Il progetto, redatto in forma totalmente gratuita in collaborazione con l’arch. Angelo Centonze, era la risposta concreta ad una richiesta della locale AIAS di dare “strumenti” capaci di dimostrare che “si può” rendere fruibile da tutti un prezioso bene architettonico come il Teatro Selinus.

In questi due anni l’AIAS di Castelvetrano ha scelto di essere un’assente giustificata ogni qualvolta ha visto negata la possibilità di “partecipare” e di “esserci” a causa della presenza ingiustificata delle barriere architettoniche.

Risultato di questi interventi? Una drastica diminuzione degli inviti a partecipare alle varie attività socio-culturali, sportive ……… promosse dalla comunità.

Quindi il problema si risolve “escludendo”

Leggere in questi giorni, sugli organi di stampa, che la Giunta Municipale della Città ha autorizzato l’iniziativa proposta dal Lions Club di Castelvetrano di realizzare il progetto dell’arch. Stefania Tilotta, costruendo la rampa per rendere accessibile il Teatro Selinus, non può che renderci felici perché, finalmente, un altro piccolo spazio della nostra Città potrà essere consegnato alla comunità “TUTTA”.

Per l’AIAS di Castelvetrano la ‘disabilità’ è una condizione che attraversa in orizzontale, in verticale, e pure in diagonale, la nostra collettività, che non ha bisogno di carità, pietà, elemosina e forse neanche di solidarietà, se non di quella concretizzata come atto di giustizia sociale.

Dott.ssa Angela Puleo

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