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Gibellina, Festival Orestiadi: domani “Genesiquattrouno”

Gibellina, Festival Orestiadi: domani “Genesiquattrouno”
01 luglio
09:57 2015

Domani, giovedì 2 luglio, per il Festival Orestiadi di Gibellina, promosso dalla Fondazione Orestiadi, con la direzione artistica di Claudio Collovà, va in scena Genesiquattrouno, Caino e Abele, genesi di una fratellanza deviata. Di Gaetano Bruno; Residenza Idra (Brescia). Testo e musiche sono di Gaetano Bruno; diretto e interpretato da Gaetano Bruno e Francesco Villano.

Il costo del biglietto intero è di 10 euro, mentre il ridotto (over 65, under 24 e titolari ideanet e PMo card) è 8 euro. Prevendite a Palermo da Modusvivendi, via Quintino Sella, 79. Per maggiori informazioni chiamare lo 0924.67844 oppure visitare il sito www.orestiadi.it.

Il lavoro, che trae ispirazione dalla nota vicenda di Caino e Abele del libro della Genesi (capitolo 4, versetto 1) della Bibbia, concentra il suo sviluppo sul rapporto d’amore tra due fratelli. In genesiquattrouno l’omicidio è già stato compiuto. Ora, nel sonno, si cerca di “riprendere fiato”. La scena inizialmente appare come luogo di inconsapevolezza, nel quale uno dei due fratelli, quello già morto, tornato bambino si ripresenta, come ogni sera, a far visita al fratello amato. In quella caverna i due personaggi alternando il gioco alla sfida, esplorano la loro infanzia fatta di avventure fanciullesche e preghiere inventate ad un Dio a cui hanno imparato a donare la propria parte migliore.Ma non sarà facile stanare il fratricida. Il linguaggio di questo incontro matura nelle differenti stagioni che i due fratelli tornano a vivere. Nell’infanzia è il corpo a parlare, lasciando spazio al lavoro fisico dei due attori. Nell’adolescenza i due accolgono la parola, ed è in quel tempo che il maggiore, vedendo tradito il patto di complicità siglato con l’altro, permetterà alla sue paure di insinuarsi nei suoi affetti e ridurrà il proprio rapporto con Dio ad una patetica messa in scena. Ma sarà nella maturità che il minore, conquistata finalmente la fiducia dell’altro, lo farà cadere nel tranello costruito pazientemente sin dal suo ingresso onirico e lo attirerà nella stessa caverna dei giochi dove il loro amore è iniziato, dove tutto è finito e dove tutto ricomincerà, ancora e ancora.

Alberto Samonà

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