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Orestiadi, domani a Gibellina va in scena “Garbage girls”

Orestiadi, domani a Gibellina va in scena “Garbage girls”
03 luglio
11:59 2015

Domani, sabato 4 luglio, per il Festival Orestiadi di Gibellina, promosso dalla Fondazione Orestiadi, con la direzione artistica di Claudio Collovà, va in scena Garbage Girls, a cura di e-Motion Gruppo Phoenix. Regia e coreografia di Francesca La Cava; musica originale di Lorenzo e Federico Fiume dell’Associazione Culturale Resiliens; collaborazione artistica di Corinna Anastasio; interpreti: Corinna Anastasio, Francesca La Cava e Angela Valeria Russo; costumi di Francesca la Cava; scene e disegno luci di Stefano Pirandello; video di Giovanni Sfarra; direzione tecnica, Carlo Oriani Ambrosini; produzione, Gruppo e-Motion, con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Abruzzo, della Provincia e del Comune dell’Aquila ; coproduzione Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”; residenze artistiche Artisti Per Il Matta progetto Corpografie.

Il costo del biglietto intero è di 10 euro, mentre il ridotto (over 65, under 24 e titolari ideanet e PMo card) è 8 euro. Prevendite a Palermo da Modusvivendi, via Quintino Sella, 79. Per maggiori informazioni chiamare lo 0924.67844 oppure visitare il sito www.orestiadi.it.

Garbage Girls è un viaggio poetico tra i rifiuti, tra immanente e trascendente, tra coloro che sono costretti a vivere “nella desolazione, testimoni della crudeltà della vita e dei suoi mille misteri”. È la storia poetica di donne che si “muovono” come se la strada fosse “il teatro della vita” fatto di scenografie e suoni che riproducono il vero attraverso il falso, il reale attraverso il sogno, la crudezza attraverso la poesia. La creazione si muove alla ricerca di espressioni vitali, di movimenti naturali, di dialoghi gestuali che stendono la storia nella quale gli interpreti si lasciano costruire addosso e costruiscono una serie di situazioni che giocano tra il reale, il grottesco e il trascendentale, riscoprendo gli spazi nascosti della mente. Disagio, marginalità e devianza caratterizzano il conflitto di queste donne alla ricerca della loro identità, superando le barriere sociali imposte dalla collettività.

Alberto Samonà

 

 

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